GWM Ora 5: la prova della SUV compatta di Great Wall

07-Lug-2026  

Abbiamo provato la nuova SUV di Great Wall Motor, marchio cinese che sbarca per la prima volta (ufficialmente) in Italia: la GWM ORA 5

È una SUV compatta che si posiziona nel cuore del segmento C con un prezzo aggressivo e un design tondeggiante. Viene proposta in tre diverse motorizzazioni: benzina, benzina full-hybrid ed elettrica.

INDICE
Identikit: la scheda tecnica
Dove si colloca: dimensioni, segmento e concorrenti
Stile: esterni e interni
Che motori ha?
Come vanno la Ora 5 a benzina e la Hi2 Full Hybrid
Quanto costa? I prezzi di listino

  • Prezzo: da 28.600 euro (versione Origin Hi2 Full Hybrid)
  • Powertrain: 1.5 turbo benzina + motore elettrico PSM
  • Trazione: anteriore 
  • Cambio: automatico a 2 rapporti
  • Potenza: 223 CV 
  • Coppia: 476 Nm
  • Velocità massima: 185 km/h
  • 0-100: 7,7 secondi
  • Consumo medio: 19,6 km/l
  • Autonomia EV: 435 km per la variante 100% elettrica
  • Autonomia EV ciclo urbano: 603 km per la variante 100% elettrica
  • Batteria: 1,09 kWh (Hi2 full-hybrid) / 58,3 kWh (elettrica)
  • Ricarica DC: 120 kW per la variante elettrica, dal 10 all’80% in circa 30 minuti

Lunga 4,47 metri, larga 1,83 e alta 1,64 metri, la GWM Ora 5 si piazza esattamente nel cuore del segmento delle SUV compatte, per gli addetti ai lavori “C-SUV”. 

È il segmento più interessante per l’Europa, e anche in Italia, dopo le B-SUV, destano molto interesse. Le sue rivali sono modelli consolidati come la Kia Sportage, la Hyundai Tucson, la Nissan Qashqai e la bestseller Toyota C-HR.

I designer l'hanno definita una Full-Surface Fluid Sculpture. Tradotto in parole semplici: niente linee tese o tagli netti, ma forme morbide, tondeggianti.

Il frontale si caratterizza per i proiettori a LED biomimetici a goccia, mentre il posteriore molto pulito nasconde il tergilunotto sotto lo spoiler del lunotto. 

Nell’abitacolo, ricco di portaoggetti, troviamo la classica impostazione con due schermi, uno centrale da 14,6 pollici e l’altro per la strumentazione da 10,25 pollici. I materiali sono perlopiù ecologici e gli assemblaggi sono curati creano un salotto moderno: sulla qualità percepiranno ci si può affetto lamentare. 

Si parte dal classico 1.5 Turbo benzina da 160 CV con cambio doppia frizione a 7 marce, a cui segue la (più interessante) versione Hi2 Full Hybrid che accoppia un motore termico a benzina a una potente unità elettrica da 190 CV, per una potenza combinata di 223 CV.

E poi c’è la versione 100% elettrica da 205 CV con batteria LFP da 58,3 kWh.

Prestazioni e consumi dichiarati

La Ora 5 Hi2 full-hybrid scatta da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi, stesso tempo della sorella puramente elettrica, ma con un'autonomia teorica superiore ai 1.000 km con un pieno di benzina. La versione tubo benzina, invece, impiega 9,3 secondi, ma è la più veloce: 190 km/h contro i 185 km/h dell’ibrida e i 170 km/h dell’elettrica, limitata per preservare l’autonomia. Il consumo combinato dichiarato secondo il ciclo WLTP è di 19,6 km/l per l’ibrida e 14,5 km/l per quella a benzina.

Il vero banco di prova della GWM ORA 5 era il comportamento dinamico, storicamente tallone d'Achille di molte vetture di origine asiatica importate nel Vecchio Continente. GWM ha ovviato al problema affidando lo sviluppo e la delibera di assetto, sterzo ed elettronica a Racing Syn, nota società di ingegneria motorsport attiva in Italia e Spagna.

È un’auto comoda e non certo sportiva, sia chiaro, ma non è morbida come alcune cinesi ci hanno abituato. L'abbinamento tra lo schema MacPherson anteriore e il multi-link indipendente posteriore è raffinato, e dà una bella stabilità all’auto.

Sul fronte della sicurezza attiva, il pacchetto Coffee Pilot Ultra offre un pacchetto di ADAS completo che comprende anche la telecamera a 540 gradi con funzione "chassis trasparente" che facilita le manovre di parcheggio.

La versione 1.6 a benzina da 160 CV

La versione benzina è discretamente brillante, seppure il cambio automatico a 6 marce abbia un’indole tranquilla. In ogni caso le prestazioni ci sono. Semmai i consumi non sono certo bassi, con una media di 14,5 km/l nel ciclo WLTP che si abbassa se la si usa in città e in autostrada.

La versione ibrida da 223 CV

La versione full-hybrid, al contrario, consuma poco e mette sul piatto uno spunto migliore grazie alla trazione elettrica alle basse e medie velocità. Nei sorpassi la risposta è immediata grazie alla spinta istantanea del motore elettrico e ai 476 Nm di coppia. Il motore termico, dunque, ha solo due marce, e si collega alle ruote solo a quelle più alte per fornire sempre il massimo dell’efficienza. In città, invece, si viaggia in modalità elettrica per gran parte del tempo.

Il listino parte da 26.950 euro per la versione a benzina in allestimento Origin. La nostra preferita, la Full Hybrid Hi2, parte invece da 28.600 euro, mentre per la ricca variante Premium oggetto del test servono 30.600 euro. La garanzia ufficiale è di 7 anni o 150.000 km.

Autore: Michele Neri
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