Nissan, il Politecnico di Milano promuove l'elettrico

18-Lug-2018  

La Nissan Intelligent Mobility diventa materia di studio al Politecnico di Milano. Presso il prestigioso ateneo milanese Nissan ha tenuto una lezione sulla visione strategica che trasformerà la mobilità. Agli studenti è stato anche chiesto un parere sull’auto del futuro.

PARERI AUTOREVOLI

Il Politecnico di Milano è la migliore Università italiana, tra le prime 20 a livello mondiale secondo il World University Rankings by Subject. Un campione di 300 ragazzi, iscritti alle Facoltà di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale è stato invitato a rispondere ad un sondaggio. Alla domanda su quale tipo di alimentazione preferiscono, gli studenti per il 36% hanno risposto a favore dell’elettrico. Seguono l’ibrido (29%), la benzina (11%), l’idrogeno (10%), il diesel (9%) e il GPL e metano (5%). Una risposta che incoraggia la Casa giapponese a proseguire lo sviluppo intrapreso, di cui la Nissan Leaf rappresenta uno dei migliori frutti: dal 2010 la 100% elettrica ha venduto oltre 320.000 unità.

LE CRITICITÀ DELL’ELETTRICO

In linea con questa percentuale che premia l’auto elettrica, il 52% dei ragazzi è consapevole che la sostenibilità ambientale sia il tema più importante quando si parla di mobilità. In secondo luogo l’attenzione viene posta sulla sicurezza, identificata con i sistemi di assistenza avanzata alla guida (28%). Solo 3^, per certi versi in modo sorprendente considerata l’età degli intervistati, la connettività. Essa è fondamentale per il 20%. In realtà ciò che più interessa in tema di connessione è la possibilità di gestire i parcheggi e gli itinerari a seconda del traffico (57%); segue la possibilità di scambiare energia in modo bidirezionale sia con la rete sia con la propria abitazione (43%). Quest’ultimo desiderio è soddisfatto da Nissan mediante le tecnologie Vehicle-to-Grid e Vehicle-to-Home.

GLI INVESTIMENTI NECESSARI

Tornando alla mobilità elettrica, i giovani ingegneri sono consci che un’auto con sotto al cofano una batteria non possa bastare: il 48% del campione mette in primo piano la necessità di un aumento delle infrastrutture e il 24% una maggiore autonomia di percorrenza. Il prezzo è ritenuta una variabile prioritaria solo dal 20% del campione, seguito dai tempi di ricarica per il rimanente 8%.

MENO GUIDA, MENO STRESS

Interpellati anche sulla guida autonoma i giovani ingegneri non hanno dubbi: il 63% ne è affascinato e vorrebbe un’auto in grado di viaggiare da sola per evitare lo stress da traffico. Il 25% invece sogna mezzi capaci di spostarsi autonomamente per poter dedicare più tempo a sé stessi, per leggere, guardare film o navigare in rete. Infine il rimanente 12% impiegherebbe il tempo a disposizione per lavorare, studiare o dormire. Ma cosa ci vorrebbe per accelerare l’arrivo di veicoli intelligenti? Il 76% del campione assegna la priorità a tecnologie, infrastrutture e protocolli di integrazione, il 20% a normative e regolamentazioni e il 4% a campagne di informazione.

Autore: Francesco Bagini

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