Ssangyong Rodius 2.2 7 posti 4WD, la prova su strada

30-Mar-2018  

Carrozzeria da monovolume, quantità di spazio da furgone, telaio a longheroni e trazione 4x4 con marce ridotte come una vera fuoristrada: la Ssangyong Rodius è un’auto tutt’altro che comune, anche nell’estetica. I 7 posti sono veri (in Corea del Sud ne esiste una versione a 11 posti) e l’abitacolo ha più le caratteristiche di uno shuttle di lusso piuttosto che di una spaziosa monovolume. L’estetica è discutibile, il prezzo stracciato.

COME SI PRESENTA

Diciamolo subito: l’estetica non è il suo forte. Anzi, la Ssangyong Rodius sembra essere stata disegnata da un cieco. La carrozzeria con proporzioni da autotreno, la superficie vetrata da pullman e le ruote da berlina compatta sono quanto mai fuori moda da qualche anno a questa parte. In qualche luogo del mondo la Rodius è stata anche nominata “auto più brutta sulle strade”, ma questo non ha poi molta importanza una volta che ci si accomoda nel suo abitacolo. 

Soprattutto dietro: la configurazione a 7 posti prevede due comode poltrone con braccioli e schienali regolabili nella fila centrale e lo spazio nel corridoio per accedere alla terza fila di sedili, che contrariamente alla maggior parte delle monovolume a 7 posti prevede un comodo accesso, non è claustrofobica e consente viaggi agiati anche a degli adulti. Tra l’altro sia i sedili in seconda fila sia quelli in terza sono scorrevoli. I vetri big size offrono un’ariosità e una visibilità notevoli, ed è quindi un peccato che in questa versione siano privacy, ovvero oscurati. Il bagagliaio è semplicemente enorme, con i suoi 875 litri che diventano 1.975 abbattendo i sedili posteriori.

La Ssangyong Rodius ha dimensioni talmente imponenti (5,13 metri di lunghezza, 1,92 di larghezza e 1,85 d’altezza) che ne esiste una versione con 4 file di sedili per un totale di 11 posti, e l’impianto di climatizzazione prevede diverse bocchette d’aerazione sul soffitto dedicate ai passeggeri della seconda e della terza fila. Non solo, anche i passeggeri della seconda fila possono regolare la ventola della zona posteriore autonomamente. I tappetini spessi completano il quadro: la Rodius è uno shuttle perfetto.

La plancia, invece, è realizzata con plastiche economiche e ha un disegno piuttosto vecchio. La strumentazione è ridotta al minino (non ci sono dati sui consumi e sull’autonomia residua) e la grafica appartiene al millennio passato. Il posto di guida, però, è molto comodo, e la percezione degli spazi (enormi) non è affatto male.

COME VA

Mettersi al volante della Ssangyong Rodius è un po’ come mettersi al volante di un pullman gran turismo. Non solo per le sua stazza, anche per lo sterzo: leggero e incredibilmente demoltiplicato. Si sbraccia parecchio per curvare, ma non ci si affatica mai, nemmeno nelle manovre da fermi. Il raggio di sterzata, poi, è molto ridotto in rapporto alle dimensioni, ma trovarsi in un garage sotterraneo di un condominio costruito ai tempi della Fiat 500 di Giacosa potrebbe rivelarsi un problema.

Il motore è un 2.2 4 cilindri turbodiesel da 178 CV e 400 Nm già disponibili a 1.400 giri. La spinta, infatti, è piuttosto corposa, fin dai regimi più bassi: affondando il gas la Rodius accelera più velocemente di quanto mi aspettassi, fino a raggiungere i 187 km/h (dichiarati). L’erogazione regolare e il dolce cambio automatico con convertitore di coppia regalano viaggi in souplesse, ai quali contribuiscono le sospensioni, soffici quanto la panna montata.

La base meccanica è quella della fuoristrada Ssangyong Rexton, quindi di default la Rodius scarica la potenza sulle ruote posteriori. Attraverso un pulsante è possibile inserire la trazione 4x4 e addirittura le marce ridotte. Ma non fatevi illusioni, l’altezza minima da terra è da monovolume, quindi scordatevi l’off-road duro e puro. Sulla neve e sui fondi con poca aderenza, invece, la Rodius non vi lascerà mai a piedi, sempre a patto di montare le gomme giuste. Tra le curve va trattata con rispetto, perché tra il peso di oltre 2 tonnellate, il baricentro alto e l’elevato rollio non si può certo pretendere agilità.

QUANTO COSTA

Con un prezzo di listino pari a 33.650 euro per la versione con interni in stoffa e 35.150 euro se si opta per gli interni in pelle, la Ssangyong Rodius 2.2 7 posti 4WD automatica è un’affare. A meno che non pensiate di rivenderla dopo poco: sul mercato dell’usato potrebbe non essere così appetibile.

La dotazione di serie prevede, tra le altre cose, il cambio automatico, le marce ridotte, il cruise control, gli specchietti ripiegabili elettricamente, lo schermo touch da 7 pollici (senza navigatore GPS), e i cerchi in lega da 17 pollici.

Se non dovesse servire la trazione 4WD si si possono risparmiare 2.300 euro, e togliendo il cambio automatico si può scendere sotto i 30.000 euro.

POSSIBILI ALTERNATIVE

Difficile trovare un’alternativa altrettanto spaziosa alla Ssangyong Rodius. Nel segmento delle monovolume, semplicemente non c’è. Se guardiamo alle SUV tedesche, le lussuose e costose Land Rover Range Rover e Audi Q7 sono più piccole della Rodius, mentre l’enorme Mercedes GLS è l’unica che le tiene testa in quanto a misure. I prezzi della SUV della Stella, però, partono da più di 83.000 euro.

A CHI SI RIVOLGE

A chi cerca una monovolume a 7 posti veri, un bagagliaio sconfinato e la trazione 4x4. Con la Rodius non si sbaglia: per avere un veicolo altrettanto spazioso, bisogna guardare ai furgoni per trasporto passeggeri.

PUNTI DI FORZA

  • Offre tantissimo a un prezzo competitivo: spazio, trazione 4WD, marce ridotte

  • È una delle poche auto con 7 posti veri

  • Il comfort di marcia è notevole

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Rivenderla potrebbe non essere facile

  • Con una lunghezza di oltre 5 metri, parcheggiarla in città richiede pazienza e un occhio allenato

  • La plancia è realizzata con plastiche dure e la strumentazione è avara di informazioni

Autore: Michele Neri
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