La Mazda CX-5 rappresenta il modello più venduto della Casa giapponese. Per il 2026 la SUV media di Hiroshima si rinnova profondamente, crescendo nelle dimensioni e abbracciando una filosofia di motori controcorrente: niente downsizing, come sul resto della gamma, ma un generoso 2.5 4 cilindri aspirato con sistema mild hybrid 24 Volt.
L'obiettivo? Offrire fluidità, coppia ai bassi regimi e, nello stesso tempo, efficienza.

- Prezzo: da 35.900 euro
- Powertrain: 2.5 4 cilindri benzina aspirato mild-hybrid 24V
- Trazione: anteriore (o Integrale)
- Cambio: automatico a 6 rapporti
- Potenza: 141 CV
- Coppia: 238 Nm
- Velocità massima: 187 km/h
- 0-100: 10,5 secondi (10,9 secondi la 4x4)
- Consumo medio: 7,0 l/100 km
- Batteria: agli ioni di litio

La nuova CX-5 2026 fa un balzo in avanti: con una lunghezza di 4,69 metri (12 centimetri in più rispetto alla serie precedente) e un passo che raggiunge i 2,82 metri, si posiziona al vertice del segmento C-SUV, quasi a sfociare nel segmento D. Anche l’altezza aumenta di 3 centimetri, a vantaggio dell’accessibilità. Questo aumento di taglia migliora l'abitabilità posteriore, ora a prova di lunghi viaggi in famiglia, e del bagagliaio, che raggiunge i 583 litri (fino a oltre 2.000 litri con i sedili abbattuti).

Le linee della nuova Mazda CX-5 sono più pulite, con una calandra imponente che ora integra meglio i sensori per gli ADAS. Spiccano i nuovi fari LED più sottili e una firma luminosa che la rende immediatamente riconoscibile anche al buio.

È nell’abitacolo che la nuova CX-5 cambia di più. La plancia è un esempio di minimalismo, e il volante perde il badge in favore del lettering “MAZDA”. Al centro domina il nuovo schermo touch da 12,9 pollici (che arriva a 15,6 pollici sulla top di gamma Homura) del sistema multimediale su base Android, dunque con Google Maps integrato, che poi è la novità che apprezzo di più. E la strumentazione cambia completamente: è digitale e personalizzabile.

I tasti fisici sono ridotti al minimo: la vecchia plancia piuttosto analogica, che ritroviamo ad esempio sulla CX-30, qui non c'è più; e seppure i materiali morbidi siano di qualità, specie con i rivestimenti dell'allestimento Homura, alcune plastiche sono un po' economiche: vedi la parte superiore delle portiere, il tunnel centrale intorno alla leva del cambio automatico e vicino ai pulsanti dei cristalli anteriori. È un bell'abitacolo e c'è più tecnologia, non c'è dubbio, ma ha personalità un po' di originalità rispetto a quello di Mazda3 e CX-30.

Al lancio la gamma 2026 punta tutto sul 2.5 e-Skyactiv G. Si tratta di un 4 cilindri aspirato a benzina dotato di tecnologia per la disattivazione dei cilindri (per consumare meno a velocità costante), sistema mild-hybrid a 24V e riduzione degli attriti. Nonostante la cilindrata importante, la potenza si ferma a 141 CV per ottimizzare l'efficienza e la spinta ai bassi e medi regimi. In arrivo nei prossimi mesi anche una versione full-hybrid realizzata da Mazda, di cui ancora non ci sono informazioni tecniche.
Prestazioni e consumi dichiarati
Non aspettatevi uno scatto da sportiva: lo 0-100 coperto in 10,5 secondi parla di un'auto pensata per il comfort. La coppia di 238 Nm è però disponibile in modo più omogeneo rispetto al vecchio 2.0, dunque la spinta è più consistente. I consumi non sono male per un aspirato di questa taglia: i 14,3 km/l dichiarati non sono un brutto valore, ma ben lontano da quello di una SUV full-hybrid di pari stazza. Fortunatamente arriverà anche una versione full-hyrbid della CX-5.
Mettendosi al volante, la prima cosa che si nota è la silenziosità, ma a patto che si guidi col piede leggero. Il 2.5 lavora senza sforzo alle basse velocità, supportato da un cambio automatico a 6 marce che, pur non essendo un fulmine, è fluidissimo nei passaggi.

Nonostante i soli 141 CV, la cilindrata generosa garantisce una fluidità che i piccoli motori turbo di alcune concorrenti si sognano.
In città il sistema mild hybrid rende le ripartenze dallo Stop&Start impercettibili, mentre sulle lunghe distanze è una buona passista, comoda e rilassante. Quando però si chiede di aumentare il passo il 4 cilindri alza la voce, e le prestazioni non sono così brillanti, come dimostrano i 10,5 secondi per il passaggio da 0 a 100 km/h (10,9 per la 4x4).

Lo sterzo è preciso ma leggero, e le nuove sospensioni digeriscono meglio le asperità nonostante i cerchi da 19 pollici, ma in curva, se si guida decisi, l'auto si corica di lato in modo evidente. Si sente l'esigenza di più coppia e di consumi più bassi, almeno per chi cerca un sostituto del diesel e chi macina molti chilometri, e per questo bisognerà aspettare la versione full-hybrid.
Il listino prezzi della nuova Mazda CX-5 è competitivo, considerando la dotazione di serie (che include già Google Automotive e i principali ADAS) e le dimensioni ormai generose:
- CX-5 Prime-Line: 35.900 euro
- CX-5 Centre-Line: 39.850 euro
- CX-5 Exclusive-Line: 41.950 euro
- CX-5 Homura: 45.150 euro
Per la trazione integrale il sovrapprezzo è di 2.300 euro. Buone notizie per i clienti Mazda: per loro c’è uno sconto di 1.500 euro. In causa di rottamazione o permuta e finanziamento lo sconto per tutti è di 3.000 euro.

Le concorrenti? La Toyota RAV4 è leggermente più corta (di circa 10 centimetri) ma vanta un sistema full-hybrid da 218 CV molto efficiente, che però fa lievitare il prezzo di partenza sopra i 42 mila euro.
Se invece guardiamo in casa Volkswagen, la nuova Tiguan offre una tecnologia mild-hybrid da 150 CV simile nel concetto, ma con una lunghezza inferiore di circa 15 centimetri (è lunga 4,54 metri) e un prezzo d’ingresso di i 41 mila euro con una dotazione piuttosto essenziale. Ed è meno "spaziosa" sulla carta rispetto alla giapponese.
Non si può poi ignorare la Hyundai Tucson, lunga 4,54 metri, offre una versione mild-hybrid da 160 CV a un prezzo d'attacco molto basso di 33.900 euro, ma per avere un a dotazione che si avvicini alla Mazda CX-5 entry level si sale a 36 mila euro.