Con la Focus RS, Ford ha creato il giocattolo perfetto: una hatchback da 350 CV con trazione integrale affilata come un rasoio e capace di uscire dai tornanti in sovrasterzo grazie alla modalità di guida “Drift Mode” (un nome che è tutto un programma). I consumi sono da supercar, ma ogni volta che ci si mette al volante sa sempre come strapparti un sorriso.


COME SI PRESENTA

Le sportive di Ford sono sempre state un po’ “tamarre”. Ricordo ancora l’alettone posteriore a coda di balena della prima Sierra RS Cowsorth degli anni Ottanta, superato solo da quello della Escort RS Cosworth arrivata nei primi Novanta, l’ultima RS con la trazione integrale. Almeno fino all’arrivo della Focus RS. Erano le auto dei miei sogni di quando ero bambino, insieme all’orgoglio italiano dei rally, la Lancia Delta Integrale.

Oggi il mondo è cambiato, e i poster nelle camerette dei ragazzi - più o meno piccoli - hanno purtroppo cambiato soggetto. La maggior parte delle automobili in commercio sono “elettrodomestici” eccezionali dal punto di vista della funzionalità e della sicurezza, ma poveri nel dispensare emozioni. Fortunatamente, però, in questo periodo storico i bambini nati negli anni Ottanta come me si ritrovano davanti a un bel numero di sportive compatte da urlo, con potenze fino a poco tempo fa appannaggio di supercar ben più costose. E la Ford Focus RS ci mette del suo per arricchire e diversificare l’offerta.

Al contrario delle sue “antenate” l’ultima delle RS non mette in mostra grandi alettoni, ma il suo carattere è ben marcato da minigonne, spoiler, estrattore, e due scarichi belli cicciotti dai quali esce il baritono che c’è in lei. Se l’intento è passare inosservati avete sbagliato auto, ma la tinta total black di questo esemplare ne nasconde un po’ lo stile da "bullo di periferia". Si fanno notare, invece, le pinze dei freni firmate Brembo, di colore azzurro. Come sulle vecchie glorie dell’Ovale Blu marchiate RS, i sedili sportivi in pelle e tessuto della Recaro (optional) sono il vero tocco di classe in un abitacolo altrimenti “normale” e non certo raffinato. C’è, però, un inconveniente: i Recaro non sono regolabili in altezza, di conseguenza ci si deve adattare a una posizione di guida intermedia. Forse un po’ alta, per chi ama una postura racing.

Rispetto alle altre versioni della Focus, gli interni della RS sono equipaggiati con pedaliera in alluminio e rivestimenti in pelle con cuciture blu per il volante, il freno a mano e la cuffia del cambio. Sempre d’effetto anche le tre lancette supplementari con pressione del turbo, pressione dell’olio e temperatura dell’olio: immancabili su una sportiva di razza.
 

COME VA

Non sarà la più potente né la più veloce della cricca (la Mercedes A 45 AMG la supera con 381 CV e l’Audi RS3 raggiunge quota 400 CV ), ma la Ford Focus RS è forse la più minacciosa e anche la più spassosa. Innanzitutto per la sua trazione integrale con due pacchi frizione ai lati del differenziale posteriore, capace di trasmettere fino a tutta la coppia a una sola ruota. Riesce molto bene a scaricare a terra tutti i 350 CV senza mandare in fumo le gomme, e soprattutto lo fa senza guastare la festa con fastidiosi sottosterzi. 

Al contrario, questo tipo di trazione anima la guida. Nonostante le quattro ruote siano aggrappate all’asfalto, è possibile percepire la spinta dell’asse posteriore: un bene per l’inserimento in curva e per il piacere di guida. Lo sterzo ti fa sentire connesso col resto dell’auto, anche se nella modalità “Sport Mode” l’avrei preferito un po’ più leggero. 

L’impostazione di telaio e sospensioni (sempre rigide, quasi granitiche nella modalità “Sport Mode”) è fatta in modo da garantire un anteriore affilato e un posteriore “giocoso” e nello stesso tempo non troppo ballerino. Nella modalità “Drift Mode”, invece, il 70% della coppia va alle ruote posteriori, l’assetto resta più morbido, i sistemi TCS e ESP vengono disattivati e la Focus scodinzola fuori dai tornanti come nessun’altra hatchack integrale sarebbe mai in grado di fare. Uno spasso!

Il 4 cilindri 2.3 EcoBoost sovralimentato da 350 CV e 440 Nm (470 Nm per alcuni secondi con l'overboost) ha un carattere un po’ diverso dalle altre “turbo” di oggi, scattanti a qualunque regime. Ha un po’ di lag nella risposta, come le oldtimer, e comincia a spingere sul serio sopra i 4.000 giri, dando il meglio fino ai 6.500. Non dà il “calcio nella schiena” come le vecchie turbo, intendiamoci, è abbastanza regolare, ma ama i regimi elevati. 

In certe occasioni non sembra di avere tutta questa potenza sotto il piede, ma se guardiamo alle prestazioni la Focus RS dichiara dichiara 4,7 secondi per l’accelerazione da 0 a 100 e una velocità massima di 268 km/h. Dati vicini, almeno in accelerazione, a quelli di una Porsche 911 che si fa pagare più del doppio. Ok, il paragone è azzardato, ma il rapporto prezzo/prestazioni è ottimo. In quanto ai consumi, invece, meglio non pensarci: anche andando piano si fatica a raggiungere i 10 km/l.
 

QUANTO COSTA

Il prezzo di listino della Ford Focus RS è di 41.500 euro. Va aggiunto il “Performance Pack RS” (3.250 euro) con i sedili anatomici Recaro, i cerchi da 19 pollici Forged, i dischi dei freni con pinze freno Brembo colorate, e il sistema multimediale Sync 3 con navigatore GPS.

La breve lista degli optional prevede anche le vernici pastello in sovrapprezzo, metallizzate e micalliizate, il tetto apribile, e due pacchetti “Driver Assistance Pack”. Il primo con cruise control, chiave elettronica, e telecamera posteriore; il secondo con frenata automatica di emergenza, sensori di parcheggio posteriori, retrovisori ripiegabili elettronicamente.
 

POSSIBILI ALTERNATIVE

In antitesi alla quantità di auto ibride e alla crescente offerta di auto elettriche, le compatte sportive sono tante e molto potenti. Quelle con trazione integrale sono l’Audi RS3 da 400 CV, la Mercedes A 45 AMG da 381 CV e la Volkswagen Golf R, la più vicina alla Focus RS per prezzo e prestazioni.
 

A CHI SI RIVOLGE

Ai veri appassionati di guida. La Ford Focus RS non è l’auto giusta per fare scena davanti al bar di turno, né tantomeno per macinare chilometri velocemente e in relax. È troppo rigida, e non coccola certo i suoi passeggeri. Da questo punto di vista sono meglio la S3, la Serie 1 M140i, la A 45 AMG e la Golf R. Ma se si desidera un vero giocattolo per aggredire la strada, efficace quando si vuole andar forte e allo stesso tempo “giocherellona” quando se ne ha voglia, è la scelta giusta. Passerà alla storia come le vecchie glorie dell’Ovale Blu col logo RS appiccicato sul portellone.
 

PUNTI DI FORZA

  • Assetto, sterzo, trazione 4WD unica nel segmento: tutto perfetto per il piacere di guida

  • La modalità “Drift Mode” è un dispensatore di felicità

  • Rapporto prezzo/prestazioni grandioso
     

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Consuma tanto, anche andando piano

  • I bei sedili Recaro non sono regolabili in altezza