Il mercato continentale della micromobilità elettrica accoglie Astraux, brand cinese che porta in Europa e in Italia i nuovi quadricicli elettrici AL6 EV e AL7 EV. Si tratta di due modelli che puntano a inserirsi in un segmento in rapida trasformazione, oggi presidiato da nomi come Citroën Ami, Fiat Topolino, Mobilize Duo, Silence S04 e Microlino. L’approccio del marchio è piuttosto diverso rispetto a quello minimalista adottato da alcuni competitor europei, basato su semplicità estrema e costi contenuti. Astraux ha scelto invece una strada più “automobilistica”, con dotazioni più ricche, maggiore attenzione all’infotainment e un equipaggiamento comfort maggiormente vicino a quella di una citycar compatta che a quello di un semplice quadriciclo urbano.
| INDICE |
| Due modelli, due categorie |
| Fino a 180 km di autonomia |
| Dotazioni da vera auto |
| La strategia italiana |
| Il confronto con le rivali |
La gamma si articola su due modelli che condividono piattaforma e carrozzeria, ma si rivolgono a target differenti. L’AL6 EV è omologato come quadriciclo leggero L6e, quindi rientra nella categoria dei mezzi guidabili, nei mercati che lo consentono, anche dai più giovani con patente AM (14 anni). La velocità massima è limitata a 45 km/h, in linea con la normativa europea di riferimento.
L’AL7 EV sale invece di categoria (con età minima di 16 anni), collocandosi tra i quadricicli pesanti L7e, con prestazioni più elevate e una vocazione quasi da citycar ultracompatta. La velocità massima dichiarata arriva a 80-90 km/h, sufficiente per una mobilità urbana estesa e percorsi suburbani.
Le dimensioni restano però identiche per entrambi: 2.317 mm di lunghezza, 1.295 mm di larghezza, 1.720 mm di altezza e 1.585 mm di passo. Numeri che li collocano nel cuore del segmento micro-EV, ma con un’impostazione più verticale e un’abitabilità più generosa.

Dal punto di vista meccanico, l’AL6 adotta un motore elettrico da 5,2 kW nominali, con picco di circa 10,2 kW. L’AL7 sale invece a 10 kW nominali, con potenza massima di circa 20,1 kW. La versione base dell’AL6 dispone poi di un accumulatore da 5 kWh, con autonomia dichiarata di 95 km. Le varianti superiori dell’AL6 e il modello AL7 adottano invece batterie da 10 kWh, con autonomia fino a 180 km per AL6 e 150 km per AL7. Numeri che, se confermati nell’uso reale, collocherebbero queste microcar tra i modelli più competitivi del segmento sul fronte dell’autonomia.
L'elemento più distintivo di Astraux è però la dotazione. Di serie sono disponibili: fari LED automatici, climatizzatore con filtro antipolline, tetto panoramico in vetro, telecomando per apertura porte, chiusura automatica durante la marcia, avviamento keyless, porte USB, tergicristallo anteriore e connettività 4G con app dedicata per monitoraggio remoto del veicolo, posizione e stato della batteria.
Le versioni più ricche aggiungono: display centrale da 7 pollici, Bluetooth, ricarica wireless, sensori di parcheggio, alzacristalli elettrici, volante multifunzione, sedili in similpelle e specchietti retrovisori più evoluti.
Nel caso dell’AL7 compaiono anche contenuti più insoliti per il segmento, come ABS, airbag lato conducente e servosterzo, mentre tra gli optional figurano telecamera a 360 gradi e sedili sportivi.

Per il mercato italiano, Astraux si affida a China Car Company, realtà già nota come distributore della cinese DFSK (Dongfeng Sokon Automobile), che ha annunciato l’arrivo del marchio durante l’Automotive Dealer Day di Verona. La mossa conferma come il segmento dei quadricicli elettrici stia diventando sempre più competitivo e strutturato anche nel nostro Paese, non più semplice nicchia urbana ma terreno strategico per la mobilità di prossimità, soprattutto tra giovani utenti, flotte urbane e mobilità condivisa.
Quali sono i principali competitors di Astraux? Citroën Ami e Fiat Topolino restano i riferimenti per accessibilità e semplicità d’uso, ma offrono un’impostazione molto più spartana e prestazioni più limitate. Mobilize Duo rappresenta probabilmente la concorrente più vicina sul piano concettuale, grazie a un’impostazione più sofisticata e a contenuti superiori. Silence S04 presidia invece la fascia più “automotive”, con maggiore robustezza tecnica. Microlino, infine, punta più sul design iconico e sul posizionamento premium.
Astraux sembra dunque voler occupare uno spazio intermedio: prezzo relativamente accessibile, ma contenuti da microcar evoluta, con un approccio fortemente orientato alla tecnologia e all’esperienza utente. La vera sfida sarà capire se il mercato europeo premierà questa formula più ricca e quasi automobilistica oppure continuerà a preferire la filosofia ultra-essenziale che finora ha favorito i player già consolidati.