Hyundai i30 Fastback 1.4 T-GDi 140 CV DCT, la prova su strada

06-Nov-2018  

La Hyundai i30 Fastback è la versione coupé a 5 porte della compatta coreana. Una vera fastback, come dice il nome, con silhouette da due volumi e mezzo. La provo nella versione spinta dall'1.4 4 cilindri turbo da 140 CV. Che ha molte qualità, ma non è adatto a chi macina più di 20 mila chilometri all’anno.

COME SI PRESENTA

Della gamma i30, la Fastback è senza dubbio quella più strana. Solo un marchio concorrente delle della hatchback di Seul, a ben guardare, propone una versione che mixa la carrozzeria di una berlina con quella di una coupé. Forse perché, se escludiamo le SUV, le classiche berline due volumi fanno la stragrande maggioranza delle vendite, seguite dalle ormai fuorimoda ma comunque sempre apprezzate station wagon. Nel mercato nostrano, con buona probabilità, resterà una scelta di pochi.

Sta di fatto che si tratta di un’alternativa in più che potrebbe accontentare chi non ama seguire le tendenze. Senza tener conto che 12 centimetri in più di lunghezza, per un totale di 4,46 metri, incrementano la capienza del bagagliaio, che passa da 395 a ben 450 litri e mantiene il pratico portellone. Di contro l’accesso è poco pratico a causa della soglia di carico alta, e lo spazio in altezza per gli oggetti ingombranti è limitato. I posti dietro restano comodi per 4 persone e sufficienti per 5, ma lo spazio per la testa è un po’ inferiore rispetto alle versioni con carrozzeria tradizionale.

Gli interni della Hyundai i30 Fastback 1.4 T-GDi 140 CV, invece, sono identici a quelli delle altre versioni della i30. Non stupiscono per il design né per i colori (non pervenuti), ma nel loro essere tradizionali sono dotati di alcuni accessori non indispensabili ma che a volte fanno la differenza, come i sedili rinfrescati e riscaldati, il volante riscaldato, e la ricarica wireless per lo smartphone. Le finiture non sono male, seppure con qualche piccola sbavatura, e lo schermo touch sospeso da 8 pollici è a portata di mano e intuitivo da utilizzare, anche per restare connessi con il proprio smartphone.

COME VA

L’operazione Fastback non è una mera questione di stile: nel quartiere generale Hyundai, gli ingegneri hanno lavorato sull’assetto, più rigido e ribassato di mezzo centimetro. Anche lo sterzo pare sia stato rivisto per l’occasione, ma in verità non trovo grandi differenze rispetto a quello della i30 5 porte: è di media consistenza e non particolarmente pronto, senza per questo essere lento. Sta nel mazzo, come si usava dire. Piacevole, invece, l’equilibrio generale della vettura, spigliata tra le curve e soprattutto capace allo stesso tempo di filtrare adeguatamente le buche.

Il millequattro turbo a benzina della Hyundai i30 Fastback 1.4 T-GDi 140 CV è stato una rivelazione. Più rotondo, fluido e anche vivace agli alti regimi rispetto all’1.0 3 cilindri da 120 CV, e più piacevole anche dell’1.6 CRDi. Certo, consuma un po’ di più (18,5 km/l contro i 19,2 del mille, in base ai dati dichiarati dalla Casa) ma in tema comfort e prestazioni surclassa anche il diesel.

Consumi a parte, l’1.4 è a suo agio anche alle lunghe percorrenze. In autostrada, a velocità da codice, lavora a circa 2.300 giri senza alzare il tono di voce. I valori riscontrati, però, sono ben lontani da quelli offerti dall’1.6 CRDi: variano molto in base allo stile di guida, con medie nell’uso reale comprese tra i 12 e i 16 km/l.

Mi è piaciuto anche il cambio automatico a doppia frizione, a volte un po’ indeciso ma comunque molto rapido, anche nell’uso sequenziale attraverso i paddle al volante. Le tre modalità di guida (Eco, Standard e Sport) influiscono prevalentemente sul regime di cambiata, privilegiando l’efficienza e il comfort oppure la risposta all’acceleratore.

QUANTO COSTA

La versione automatica della Hyundai i30 Fastback 1.4 T-GDi 140 CV costa 1.000 euro in più rispetto alla 5 porte: 24.650 euro nell’allestimento Business e 28.650 in quello Style, che nella dotazione include il sistema multimediale con navigatore GPS, la telecamera posteriore, il sedile del guidatore regolabile elettricamente, il caricatore wireless per smartphone, i fari full LED, i vetri posteriori oscurati, e i cerchi in lega da 18 pollici.

POSSIBILI ALTERNATIVE

Se togliamo tutte le compatte a due volumi del segmento C come Kia Ceed, Ford Focus, Opel Astra, Fiat Tipo, Peugeot 308 e Volkswagen Golf, resta solo la spaziosa Renault Mégane Grand Coupé (4 porte) più lunga di 17 centimetri e dotata di un bagagliaio enorme da 550 litri. Il prezzo della Mégane 1.2 TCE da 130 CV con cambio automatico EDC è di 24.850 euro nell’allestimento Zen e 26.550 euro in quello Intens.

A CHI SI RIVOLGE

A chi cerca un media più spaziosa… della media. Il bagagliaio è capiente, e lo spazio per i passeggeri non manca, anche se dietro c’è meno “aria” a causa del padiglione spiovente. Il motore 1.4 turbo a benzina è l’ideale per chi non fa troppa strada. Non è sportivo, ma piacevole in tutte le condizioni, dalla città all’autostrada, e fuori dal traffico mostra anche un bella progressione. A causa della particolarità dell’auto, la tenuta del valore nell’usato potrebbe non essere delle migliori.

PUNTI DI FORZA

  • L’abitacolo spazioso e ben equipaggiato sulla Style
  • Il bagagliaio è generoso
  • Piacevole l’accoppiata 1.4 T-GDI e cambio automatico DCT

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • La tenuta del valore è incerta
  • La linea da coupé non facilita l’accesso al divano posteriore
  • La soglia d’accesso al bagagliaio è alta
Autore: Michele Neri
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