Renault, la storia della nascita dell'ibrido E-TECH

04-Ago-2020  
  • Renault, la storia della nascita dell'ibrido E-TECH

Renault, una delle Case automobilistiche più famose al mondo, ha progettato l’innovativa motorizzazione ibrida E-TECH. L’unità in versione full hybrid è presente sulla nuova Clio, mentre nella variante plug-in hybrid è montata sulla nuova Captur e sulla nuova Mégane. Ecco come è nata.

L’ORIGINE DELLA MOTORIZZAZIONE IBRIDA E-TECH

Il guizzo viene in mente a Nicolas Fremau, esperto di architettura delle trasmissioni della Losanga. Nel tempo libero realizza un prototipo di trasmissione innovativa per una futura motorizzazione ibrida. Per il progetto utilizza mattoncini di plastica multicolori. È il momento di considerare diverse soluzioni tecniche, e Renault pensa alla soluzione ibrida ideale: accessibile, leggera, adatta per i veicoli di tutte le dimensioni, che permetta di percorrere almeno 50 km in modalità full electric.

L’INNESTO A DENTI

Nicolas Fremau risolve il dilemma su che tipo di trasmissione mettere tra il motore termico e quello elettrico. Il tecnico francese studia una soluzione radicale: fare a meno della frizione e persino dei sincronizzatori del cambio. C’è una tecnologia che permette di riuscirci, quella dell’innesto a denti, utilizzata soprattutto nel motorsport. A Fremau ora è richiesto di tradurre in modello questa trasmissione, che per il momento esiste solo nella sua testa.

OLTRE 150 BREVETTI

Così, servendosi di mattoncini di LEGO, l’arguto progettista crea il sistema di trasmissione semplificato con innesto a denti, privo di frizione. Ha 3 rapporti, per essere in grado di gestire diverse modalità di funzionamento dei motori tra loro. Si tratta di un lavoro d’ingegneria propedeutico a quello che viene poi effettuato nelle officine del Technocentre e di Lardy. Un lavoro che porta a depositare oltre 150 brevetti relativi alla motorizzazione ibrida E-TECH.

IL MODELLINO DI LEGO

Queste le parole di Nicolas Fremau, che racconta come è arrivato a questa idea: “Bisogna capire, in ogni singola fase, se c’è un bug o se ci sono possibilità che funzioni. Ma soprattutto, bisogna trovare il modo di andare oltre gli schizzi su carta, un po’ come nelle pubblicità di Guy Degrenne. Per dare concretezza al sistema, mi è venuta l’idea di realizzare questo modellino di LEGO, tanto per aiutarmi a capire quello che bisognava fare. Dopo una ventina di ore di ‘lavoro’ sotto lo sguardo un po’ stupito di mio figlio, il modellino ha preso vita”.

IL PROTOTIPO MENO CARO DELLA STORIA

Dopo aver costruito il modellino motorizzato di LEGO, Fremau può testare le varie modalità possibili di funzionamento tra i motori. Poi si rivolge a diverse persone del suo ambiente professionale: Ahmed Ketfi-Cherif, specialista del controllo, per verificare se i passaggi tra le varie modalità siano possibili con un semplice innesto a denti; Antoine Vignon, specialista della progettazione delle trasmissioni, per verificare se si può fare un disegno industriale di questo nuovo sistema; Sid Ali Randi, specialista dei motori elettrici, per verificare se sarebbe in grado di adattare un motore a questa trasmissione. Le loro risposte sono affermative. Nicolas Fremau ha messo a punto il prototipo meno caro della storia di Renault.

SE SI PUÒ FARE CON IL LEGO, VUOL DIRE CHE FUNZIONA

Fremau racconta cosa successe quando portò il modellino di LEGO ai suoi capi per l’approvazione definitiva: “Il giorno in cui ho portato il modellino a Remi Bastien e Gérard Detourbet, non sapevo come avrebbero reagito. Ma Renault è sempre stata un’azienda molto aperta, allora ho tentato la sorte alla fine di una riunione di progetto. Ho vinto la scommessa, hanno accettato! Detourbet ha persino fatto questa riflessione: ‘Se si può fare con il LEGO, vuol dire che funziona!’”.

Autore: Francesco Bagini
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