Filtro del carburante: cos’è e a che cosa serve

11-Gen-2022  

I carburanti sono pieni di impurità, specie il gasolio, e i filtri del carburante si rivelano indispensabili per il corretto funzionamento della vettura. Vediamo nel dettaglio cos’è il filtro del carburante, qual è la sua funzione, e quando va sostituito.

Filtro del carburante: cos’è e com’è fatto

Si tratta di un piccolo cilindro filtrante, a cartuccia in materiale cellulosico oppure di tipo metallico, che ha il compito di eliminare le impurità del carburante prima che arrivi nella camera di combustione. Un compito importante, da cui dipende il corretto funzionamento del motore e la sua longevità.

Tra i filtri carburante di tipo metallico ci sono il 24.one.01 UFI, il FCS722 Purflux, oppure l’H340WK Hengst.

Il filtro carburante UFI alto 205 mm è adatto alle marche di veicoli come Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Citroen, Peugeot, Opel. Ha un involucro metallico, un’altezza della cartuccia di 205 mm, un diametro di 84,5 mm, l’entrata di 9,5 mm e l’uscita di 8 mm.

Caratteristiche simili per il il FCS722 Purflux e l’H340WK Hengst, entrambi con involucro in metallo, altezza di rispettivamente 206 e 205 mm e diametro di 85 e 90 mm. Sono adatti a diversi marchi di veicoli, tra cui Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Ford.

I filtri carburante hanno una barriera a base di cellulosa per trattenere le impurità, e una rete idrofobica capace di trattenere le particelle acquose residue.

Il filtro può essere alloggiato insieme alla pompa del carburante, dunque all’interno del serbatoio, nel sottoscocca vicino al serbatoio, oppure nel cofano motore.

A CHE cosa serve

Da quando viene prodotto fino all’arrivo alle stazioni di servizio, il carburante corre il rischio di essere contaminato. I fondi delle autocisterne, o peggio i serbatoi interrati dei distributori, possono contenere delle infiltrazioni di acqua, a cui seguono materiali fangosi che sono causa di intasamento dei filtri e, nei casi più gravi, di danni al motore. Specie per i delicati sistemi common rail ad alta pressione dei propulsori diesel, soggetti al rischio anche solo per piccole quantità di acqua.

Se poi parliamo di biodiesel, ovvero il gasolio di origine vegetale, il rischio di impurità è ancora maggiore rispetto al gasolio tradizionale, perché è più soggetto al rischio di formazione di fanghi. Ma è l’acqua stessa il più grande nemico del diesel, e prima o poi, nel serbatoio di un’auto, prima o poi ci finisce.

La tolleranza, per un motore diesel, è di circa 0,2 grammi per litro. Oltre questa quantità si potrebbero verificare dei danni. Se il filtro trattiene una certa quantità di acqua dovrà essere sostituito, oppure drenato: alcune auto hanno un sensore che informerà il guidatore attraverso il computer di bordo se il limite è stato raggiunto.

Classificazione dei filtri

Un’automobile prevede una grande quantità di filtri: filtro dell’aria, filtro dell’olio, filtro del carburante, filtro antipolline, e filtro aria secondaria

Quanto spesso va cambiato

Il filtro carburante andrebbe sostituito facendo riferimento al libretto di uso e manutenzione della propria vettura. In genere possiamo dire che andrebbe sostituito dopo un chilometraggio che va da circa 20.000 a 60.000 km.

Nelle auto con impianto a metano o GPL, i filtri andrebbero sostituiti ad ogni tagliando.

Posso cambiarmelo da solo?

La sostituzione del filtro del carburante può anche essere fatta da sé in quanto non richiede un’attrezzatura specialistica che si trova esclusivamente in officina. Ovviamente è bene avere una certa dimestichezza con la meccanica.

La sua sostituzione è più facile quando si ha facile accesso al filtro, ovvero quando si trova nel vano motore, sotto il cofano. È invece più complicato quando il filtro si trova sotto il pianale della vettura: in questo caso serve una piattaforma di sollevamento sicuro (attenzione al crick in dotazione per la sostituzione della gomma: potrebbe essere pericoloso) o una fossa da officina.

Autore: Redazione