DS Automobiles, viaggio nell'evoluzione dei motori

10-Nov-2018  

È passato un mese dall’ultimo Salone dell’Automobile di Parigi. DS Automobiles ci fa viaggiare nel tempo riportandoci al Salone parigino del 1972. All’epoca il marchio francese presentò i motori DS e SM in una versione potenziata. Le DS, già allora, divennero vetture all’avanguardia e dalle alte performance.

LE NUOVE MOTORIZZAZIONI

DS Automobiles si racconta e riporta gli appassionati di automobili al Salone dell’Auto di Parigi del settembre 1972. Il brand transalpino equipaggiò la SM con una nuova unità alimentata ad iniezione elettronica, sostituendo i 3 carburatori Weber. Il motore della versione di punta delle DS passò invece da 2.175 a 2.347 cc e la DS21 cedette il passo all’inedita DS23. Anche gli altri modelli furono potenziati: la DSuper ereditò il motore della DS21 e divenne DSuper5; le DSpécial ricevettero lo stesso motore delle DS20. Con le modifiche apportate le ammiraglie DS sfioravano così i 200 km/h con i loro motori ad iniezione elettronica da 141 cv SAE. Le prestazioni in fatto di ripresa ed elasticità furono da subito ai vertici della categoria.

UN SUCCESSO DI VENDITE

Nel 1972 la DS19 compiva 17 anni (era stata presentata allo stesso Salone di Parigi nel 1955) e sembrava non invecchiare mai, restando sempre al passo coi tempi. Le nuove motorizzazioni si confermarono un successo sul mercato. Merito anche del curioso messaggio pubblicitario di quegli anni con il quale le nuove DS venivano annunciate al pubblico: 'C’era proprio bisogno di aumentare la potenza? No, ma a Citroën piace viziare gli automobilisti!'.

Autore: Francesco Bagini