È stato un duro weekend, quello di Misano. Io e il mio collega - e amico - Andrea Brambilla arriviamo il venerdì, carichi per la gara che ci attende ma anche preoccupati per il tempo che, come scopriremo, sarà l’ultimo dei nostri problemi.

La nostra Seat Ibiza da corsa ci attende nei box per le prove libere serali, con il Circuito di Misano illuminato a giorno. Sotto il cofano della Ibiza Cup troviamo il motore 1.4 TFSI con compressore volumetrico e turbina da 200 cv di potenza, mentre il cambio è il DSG di serie rivisitato nella logica di funzionamento. Ammortizzatori da gara, differenziale autobloccante, gomme slick, freni da gara, rollbar; insomma: dell’Ibiza originale resta ben poco.

Durante le prove libere, essenziali per conoscere auto e pista, il cambio ci lascia a piedi e siamo costretti a ritirarci. L’indomani ci sono le qualifiche e andiamo a dormire sperando che la macchina funzioni. Il giorno dopo scopriamo che il cambio è stato sostituito e fortunatamente la macchina va. Finalmente riusciamo a fare qualche giro di prova, ma durante le qualifiche…

Fortunatamente facciamo subito dei tempi decenti, e anche se partiamo ultimi siamo in linea con i tempi del gruppo. Ore 22.30: il mio collega parte per primo in gara 1, passandomi la staffetta a metà della corsa in quattordicesima posizione. Mantengo la posizione e terminiamo così gara 1.

La sera ci facciamo un giro a Cattolica per festeggiare e bere un paio birre. Siamo stanchi, ma contenti di aver raggiunto in pochi giri i tempi del gruppo.

È domenica, gara 2, e questa volta comincio io. La partenza è buona e in qualche modo riesco a salvare la macchina dalla “rissa” della prima curva, sorpassando qualche auto e portando la nostra Ibiza in decima posizione. Purtroppo la stanchezza mi gioca un brutto scherzo e rientro troppo tardi al cambio pilota, errore che costa a me e ad Andrea ben tre minuti. Avremmo potuto finire in decima posizione, ma con la penalità finiamo quattordicesimi. Ad ogni modo sono soddisfatto: il mio tempo in gara è stato di 1,7 secondi più lento del migliore, e considerando che ho provato auto e pista solo il giorno prima, saltando pure le libere, sono molto contento.

 


L'IBIZA CUP

L’Ibiza è una vettura un po’ ostica, ma una volta capita è divertentissima e molto appagante. Il piccolo 1.4 TFSI con compressore volumetrico e turbina tira sempre senza buchi o esitazioni. In frenata l’auto beccheggia un po’, puntando il muso contro l’asfalto e alzando spesso e volentieri le ruote posteriori. I freni sono dotati di ABS, ma non funzionano come quelli delle vetture stradali: se premete troppo forte infatti il pedale si blocca e voi finirete dritti per la tangente. Se indovinate la pressione giusta, però, l’auto taglia fette di velocità con una velocità impressionante. Il posteriore è mobile in staccata, ma a gas giù potete stare tranquilli che starà li fermo, mentre il differenziale autobloccante lavora bene senza dare grossi strattoni.

Il cambio DSG di serie è un po’ un limite, e se nel salire è molto veloce, nello scendere a volte non prende una marcia e può mettere in difficoltà.
Lo sterzo invece è magnifico: accurato, diretto e dal giusto peso. Si percepisce sempre quanto grip c’è ancora sulle slick anteriori, cosa fondamentale su un’auto da gara.
Non sarà la più precisa e bilanciata delle vetture da corsa, ma è una vettura molto divertente e molto veloce.