Auto 4x4, piccole fuoristrada e SUV compatte: i modelli del 2022

13-Ott-2022  

Le auto 4x4 sono in ascesa utili a chi vive in zone montuose con frequenti nevicate, a chi ama avventurarsi in fuoristrada o, semplicemente, a chi desidera il massimod della trazione in ogni condizione. Che si tratti di berline e familiari (vedi Audi, BMW e Mercedes), di SUV o di utilitarie. Vediamo quali sono le auto 4x4 sul listino 2022, dalle citycar a quelle premium, analizzando anche i vari tipi di trazione integrale.

INDICE
Piccole a trazione integrale: Panda 4x4 vs Ignis Allgrip
Utilitarie ibride 4X4: la Swift è l’unica 4WD del segmento
Piccole fuoristrada 4x4, la Jimny regna incontrastata
Suv compatte ed economiche 4x4 2022
Berline compatte 4x4: la migliore proposta sul mercato
Station wagon compatte a quattro ruote motrici
Berline e station wagon 4x4 premium
L’auto 4x4 più costosa al mondo
Tipi di trazione integrale e funzionamento
A ognuno il suo nome
Le prime auto 4x4 della storia

Partiamo dalle auto più piccole con la trazione 4x4. La prima è un’auto che da sempre offre la trazione sulle quattro ruote: stiamo parlando della Fiat Panda 4x4, nata nel lontano 1983 all’epoca in cui Giugiaro era il designer di Fiat. La prima Panda 4x4 è nata con la collaborazione dell’azienda austriaca Steyr Puch. 

Fino a poco fa la Fiat Panda 4x4 era una delle poche citycar a quattro ruote motrici, disponibile anche nella variante Cross, quella più votata al fuoristrada. La Panda 4x4 montava il piccolo bicilindrico 0.9 TwinAir Turbo. Ma da quest'anno è uscita dal listino del nuovo, dunque si può trovare (a prezzi piuttosto alti) sul mercato dell'usato.

La Panda Cross 4x4 ha un assetto rialzato, protezioni per la scocca e per la carrozzeria. È in listino al prezzo di 19.750 euro, che diventano 19.450 euro per la versione con motore depotenziato a 71 CV guidabile dai neopatentati.

L'unica citycar in listino del nuovo, ora, è la  Suzuki Ignis. Le dimensioni sono esattamente le stesse della panda 4x4 per quanto riguarda la lunghezza (3,7 metri), ma le differenze ci sono e non sono poche: essendo un progetto più recente, la Suzuki Ignis 4x4 può avere una lunga lista di equipaggiamenti tecnologici non disponibili sulla torinese. E l’altezza da terra è superiore di 20 mm.

La Suzuki Ignis a quattro ruote motrici è una piccola 4x4 ibrida. il suo 1.2 4 cilindri a benzina è abbinato a un generatore che consente di abbassare i consumi (la percorrenza media dichiarata è superiore ai 20 km/l) e, di conseguenza, le emissioni di CO2. Le prestazioni sono soddisfacenti grazie alla leggerezza della vettura, ma ai bassi regimi lo spunto non è dei migliori. Il prezzo della Ignis 1.2 Hybrid Allgrip 4x4 è di 21.900 euro nell’unico allestimento top di gamma, dunque ben equipaggiato.

Le utilitarie del segmento B sono le auto più diffuse in Italia, ma l’offerta di utilitarie 4x4 scarseggia. Per dirla tutta, l’unica utilitaria a quattro ruote motrici è la Suzuki Swift Hybrid 4WD Allgrip. Ha dimensioni compatte (è lunga 3,84 metri) ma è abbastanza spaziosa per trasportare comodamente 4 passeggeri, e all’occorrenza può trasportarne 5. Il bagagliaio non è il suo punto forte, ma rispetto al modello precedente è decisamente più spazioso.

Il prezzo è interessante per una piccola 4x4 ibrida: il listino ammonta a 22.000 euro (2.000 in più rispetto alla versione 2WD) con una ricca dotazione di serie che include il climatizzatore automatico, 4 vetri elettrici, il sistema multimediale con navigatore GPS e schermo touch da 7 pollici, i fari full LED, i sedili riscaldati, il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, la chiave elettronica, e i cerchi in lega.

Il motore ibrido della Suzuki Swift 4x4 è lo stesso della Ignis Hybrid 4x4: 1.2 4 cilindri da 83 CV al quale viene abbinato il una sorta di generatore (Integrated Starter Generator) con funzione di motorino d’avviamento, alternatore e supporto al motore a endotermico attraverso un boost nelle fasi di spunto. I consumi scendono e, allo stesso tempo, si ha diritto ai vantaggi riservati alle auto ibride in molte città, come ad esempio l’ingresso nell’Area C di Milano e la possibilità di parcheggiare gratuitamente all’interno dei “parcheggi blu”.

La giapponese Suzuki domina incontrastata nel segmento delle piccole fuoristrada. La Jimny, da poco fortemente rinnovata, è la fuoristrada più piccola sul mercato, l’unica che appartiene al segmento A. Anche se chiamarla citycar sarebbe tutt’altro che corretto. Tanto per capirci è lunga 3,48 metri, meno della Ignis.

Dall'anno scorso, e anche nel 2022, è in listino in versione Jimny Pro, ovvero con immatricolazione autocarro a due posti.

La Suzuki Jimny è una vera e propria fuoristrada in grado di affrontare terreni difficili grazie alla trazione 4x4 Allgrip Pro con riduttore. Le marce ridotte consentono di superare ripide salite nonostante sotto il cofano ci sia un motore 1.5 4 cilindri da 102 CV e 130 Nm, abbinato a un cambio manuale a 5 marce oppure a un automatico a 4 marce con convertitore di coppia.

Su strada è un po’ rigida, e i consumi non sono certo bassi (14,7 km/l dichiarati); dalla sua è piccola e offre una visibilità ottimale, quindi non sfigura neppure nell’uso urbano. Molto buona la tenuta del valore. Il prezzo della Jimny con immatricolazione M1 era di 22.500 euro, e sul mercato dell'usato si trovano a prezzi altissimi, anche superiori ai 30 mila euro. La Jimny Pro, invece, è in listino a 24.900 euro IVA inclusa.

Partiamo da quella col prezzo più basso: la SUV 4x4 compatta più economica del 2022 è la Dacia Duster. Rispetto al modello precedente si presenta con interni migliorati, un comfort superiore e comandi più leggeri (sterzo in primis). A proposito di dimensioni: è compatta, sì, ma neppure piccola da rientrare nel segmento delle B-SUV.

Le finiture sono sempre economiche, ma la qualità percepita è migliorata, così come la funzionalità. Lo schermo touch non supporta Android Auto e Apple CarPlay, ma finalmente è a portata di mano. I prezzi della Duster 4x4 partono da 22.300 euro per la versione 1.5 turbodiesel da 115 CV.

Salendo di prezzo ci sono tre SUV compatte interessanti: la Hyundai Kona 1.6 CRDI 136 CV 4WD DCT Xprime e la Suzuki Vitara 1.5 Dualjet Hybrid 140 Volt da 116 cv. 

Se c’è un marchio snobbato nel mercato nostrano è Subaru. Un marchio giapponese di qualità molto apprezzato negli USA e in Svizzera, ma di nicchia in Italia, forse anche per la mancanza di motori diesel. Eppure la Subaru Impreza è la berlina compatta 4x4 con il miglior rapporto qualità prezzo: con 24.100 euro ci si mette in garage la versione 1.6 da 115 CV con cambio automatico CVT, trazione integrale e una buona dotazione di serie. Le prestazioni sono tranquille e i consumi non proprio bassi non ne fanno un’auto adatta ai globtrotter.

Le alternative (più costose alla Subaru Impreza) sono la Mazda3 a 36 mila euro, Mercedes Classe A e Golf a 38 mila euro, e, l'unica diesel, la Volkswagen Golf 2.0 TDi 4Motion, sempre a 38 mila euro.

Le station wagon 4x4 compatte del segmento C sono auto ideali per una giovane famiglia dinamica. L’offerta non abbonda: sul listino del nuovo compaiono la  Skoda Octavia Wagon  2.0 TDI da 150 CV 4WD con cambio automatico DSG e la Seat Leon Sportstourer 2.0 TDI 4Drive da 150 Cv.

Due modelli che condividono telaio e motore, e in grado di soddisfare chi cerca spazio e non cede alla moda delle SUV. Il prezzo parte da 35 mila euro per la Seat e da 38 mila per la Skoda.

Tra le station wagon 4x4 non possiamo non citare la Subaru Levorg AWD, ormai non più in listino e dunque disponibile solo sul mercato dell'usato. Monta un motore a benzina 2.0 4 cilindri aspirato da 150 CV, abbinato di serie alla trazione integrale e al cambio automatico CVT. Rispetto a Seat Leon e Skoda Octavia è nettamente più esigente in termini di consumi e meno brillante nelle prestazioni.

Se nel segmento delle berline e delle station wagon del segmento C la trazione 4x4 si rivela una scelta di nicchia, sulle vetture premium è in grande ascesa, soprattutto sui modelli di alta gamma.

Audi, BMW e Mercedes offrono la trazione integrale quasi su molti i modelli: le eccezioni sono poche, e riguardano i modelli più sportivi. 

Ma diamo un’occhiata alle berline e alle station wagon di punta in termini di vendite come l’Audi A4, la BMW Serie 3 e la Mercedes Classe C nelle versioni a quattro ruote motrici con motore diesel (escludiamo le più sportive a benzina), a cui si aggiungono l'Alfa Romeo Giulia Q4, La Skoda Superb 4WD.

Le tre auto 4x4 tedesche, disponibili sia con carrozzeria berlina sia station wagon, offrono un grande comfort e prestazioni elevate. Soprattutto nelle versioni top di gamma, dove le quattro ruote motrici (molto spesso di serie) si rivela utile per scaricare a terra grandi quantità di potenza e coppia in tutta sicurezza, senza perdite di aderenza.

La Bugatti Chiron, erede della Veyron, è l’auto 4x4 più costosa al mondo, e anche la più veloce. Partiamo dal prezzo: 3,5 milioni di euro a cui vanno aggiunte le tasse, dunque un Italia si raggiunge la stratosferica cifra di 4.270.000 euro di cui 770.000 di IVA.

Passiamo alle prestazioni. Il Motore è un W16 da 8 litri sovralimentato da 4 turbo, per una potenza massima di 1.500 CV e 1.600 Nm. Ecco, dunque, che la trazione non poteva che essere integrale per poter scaricare a terra tanto impeto fino a raggiungere la velocità massima di 490 km/h.

Non tutte i sistemi di trazione integrale sono uguali. Quelli più specialistici delle fuoristrada dure e pure consentono il bloccaggio di uno o più differenziali (centrale, anteriore e posteriore) in modo da uscire da situazioni difficili qualora anche solo una delle quattro ruote motrici sia dotata di grip. In aggiunta, poi, sono presenti le marce ridotte.

Possono essere di due tipi: inseribile e integrale permanente. Nel primo caso si viaggia, di norma, con la trazione posteriore, e il conducente può decidere quando inserire la trazione 4x4; nel secondo caso, il sistema rileva un'eventuale perdita di aderenza, e in una frazione di secondo distribuisce la trazione su tutte e quattro le ruote. 

Passiamo ai tipi di trazione 4x4 più semplici, quelli più diffusi sulle auto. C’è la trazione integrale permanente sulle quattro ruote, con un differenziale centrale (o un giunto viscoso) che evita sforzi e dannosi attriti meccanici quando si guida su asfalto, specie in curva. Nei casi in cui si può bloccare il differenziale centrale, con una ripartizione 50:50 della coppia motrice, si possono superare strade con fondi particolarmente viscidi (sempre se si montano pneumatici adatti).

E poi c'è il sistema di trazione integrale on demand, semplice ed economico, anche in termini di consumi di carburante, in quanto gli attriti meccanici sono inferiori rispetto a quelli che comporta la trazione integrale permanente. In questi casi, nelle normali condizioni di marcia la trazione viene ripartita solo su un asse (in genere quello anteriore), e quando la centralina rileva una perdita di motricità ripartisce la trazione anche sull’altro asse, in modo da avere quattro ruote motrici .

Su molte auto a trazione integrale non vedrete mai la scritta 4x4 sul cofano posteriore. Molte case automobilistiche, infatti, usano una denominazione propria per distinguere i modelli a quattro ruote motrici. Partendo in ordine alfabetico: Alfa Romeo Q4, BMW xDrive, Ferrari 4RM, Mercedes 4Matic, Mini ALL4, Porsche 4, Seat 4Drive, Subaru Symmetrical AWD, Suzuki Allgrip, Volkswagen 4Motion.

La trazione 4x4 ha una lunga storia. Tutti gli appassionati di fuoristrada conosceranno la Jeep Willys MB, costruita nel 1941. Ma già negli anni Trenta, in Giappone nasceva un’auto a quattro ruote motrici: la Mitsubishi PX 33. E non era nemmeno una fuoristrada, che all’epoca non esistevano. Arrivarono successivamente le fuoristrada marchiate Jeep, Land Rover e Mercedes-Benz (vedi Classe G), oltre alle qualii possiamo ricordare una popolare auto francese ad essere dotata di quattro ruote motrici, la Citroen 2 CV 4x4 Sahara.

Autore: Michele Neri