Mercedes G 63 AMG: breve test della 4x4 da corsa

03-Mag-2019  

La struttura della Mercedes classe G (una fuoristrada dura e pura con telaio a longheroni e traverse e l’aerodinamica di un muro di cinta), in relazione al suo peso (oltre due tonnellate e mezza, a vuoto), non è adatta alla sportività ma nel 2002 gli ingegneri di Stoccarda decisero comunque di creare una versione sportiva firmata AMG.

Il risultato? Oggi la Mercedes G 63 AMG - variante ipervitaminizzata della seconda generazione della mitica 4x4 teutonica - è la classe G più venduta nel mondo e anche in Italia.

Motore da supercar

Il punto di forza della Mercedes G 63 AMG è senza dubbio il motore: un 4.0 V8 biturbo benzina - già visto sotto il cofano della GT AMG R, della GT Coupé 4 63 AMG e della GLE Coupé 63 AMG S - caratterizzato da una quantità impressionante di cavalli (585) e di coppia (850 Nm).

Un propulsore da supercar capace di far accelerare la fuoristrada tedesca da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi (4,5, per l’esattezza) e di farle raggiungere una velocità massima di 220 km/h.

Il tutto abbinato a un’erogazione corposa ai bassi regimi e a consumi alti ma non troppo considerando la tipologia di veicolo (7,6 km/l dichiarati, oltre 5 ottenuti durante il nostro breve test: pochi chilometri in pista senza superare i 100 km/h tra scatti brucianti, frenate al limite e slalom tra i birilli).

Come va su strada

Per migliorare il comportamento su asfalto i tecnici Mercedes hanno modificato profondamente l’anteriore della classe G: là dove c’era un ponte rigido ora ci sono sospensioni a ruote indipendenti.

Il risultato? Nelle curve la 4x4 teutonica si è “SUVvizzata” ma a nostro avviso non ancora abbastanza: nei cambi di direzione tra i birilli è meno agile di quella che possiamo considerare come l’unica rivale diretta (la Land Rover Range Rover).

Lo sterzo è sensibile al punto giusto, i freni sono molto potenti e il sound del V8 si fa sentire parecchio nell’abitacolo quando si accelera (non è un difetto, sia chiaro). Il cambio automatico a 9 rapporti (convertitore di coppia) è fluido nei passaggi marcia ma potrebbe essere più rapido nella guida sportiva.

Mercedes classe G: come va in fuoristrada

Oltre al (breve) test della Mercedes G 63 AMG abbiamo avuto modo di provare (anche in questo caso per poco tempo) la “normale” Mercedes G 500 da 421 CV sullo Schöckl, la montagna vicino a Graz dove vengono testate le classe G.

Una regina dell’off-road, l’equivalente a quattro ruote di uno stambecco in grado di avanzare anche quando una sola ruota ha trazione: merito dei tre bloccaggi sul differenziale centrale, posteriore e anteriore che fanno scaricare a terra la coppia motrice dalla ruota con più aderenza.

70 cm di profondità di guado massima, stabilità di marcia in posizione inclinata fino al 70%, fino al 100% di capacità di salita, angolo di rampa di 25,7°, angolo di scarpata anteriore di 30,9°, angolo di scarpata posteriore di 29,9° e altezza libera dal suolo fino a 24,1 cm: questi i numeri (impressionanti) della Mercedes classe G in fuoristrada. Peccato che solo l’1% dei clienti della 4x4 di Stoccarda - numeri forniti direttamente dalla Casa della Stella - sfrutti questo mezzo eccezionale nel proprio habitat naturale.

Il prezzo della Mercedes G 63 AMG

La Mercedes G 63 AMG Premium Plus è la classe G più cara in listino (168.198 euro) ma anche quella più venduta: l’allestimento “top” è infatti quello più richiesto dal pubblico.

Un prezzo alla portata di poche tasche ma secondo noi giustificato dai contenuti e da un assemblaggio quasi artigianale (presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria).

La dotazione di serie? Assetto con sospensioni attive, Burmester Sound System Surround, cerchi in lega da 20”, climatizzatore automatico trizona, cruise control con limitatore di velocità, fari multibeam LED, gancio traino, impianto di scarico performance AMG a lunghezza variabile, navigatore, pacchetto parcheggio con telecamera 360°, pacchetto sedili Multicontour attivi, pinze freno AMG rosse, riscaldamento sedili anteriori e posteriori, sensore pioggia, tappetini AMG, tetto scorrevole elettrico e volante performance AMG in pelle nappa nera a 4 razze appiattito nella parte inferiore.

Vita a bordo

Fuori la Mercedes G 63 AMG non è praticamente cambiata rispetto al passato, dentro è stata completamente rivista: la plancia tecnologica e rifinita con estrema cura (salvo qualche leggerissima imprecisione nelle zone più nascoste) offre la telematica di ultima generazione già vista su altri modelli della Stella.

Per quanto riguarda l'abitabilità la fuoristrada teutonica offre tanti centimetri alla testa dei passeggeri posteriori più alti ma potrebbe essere più generosa alle voci “gambe” e “spalle”. Il bagagliaio è molto ampio e sfruttabile in configurazione a due posti.

La sicurezza? Da dieci e lode. La Mercedes classe G ha infatti conquistato cinque stelle nei crash test Euro NCAP.

Mercedes classe G: la storia

La Mercedes classe G vede la luce nel 1979 ed è inizialmente disponibile in due versioni (Cabrio a passo corto e Station-Wagon a passo lungo) con una gamma motori composta da quattro unità con potenze comprese tra 72 e 156 CV.

Nel 1989 è la volta della prima rivoluzione tecnica con la serie 463 (trazione integrale permanente e bloccaggio dei tre differenziali) e risale a quattro anni dopo l’introduzione del nome classe G.

La prima Mercedes classe G AMG (la 55, dotata di un motore 5.5 V8 da 353 CV) entra in listino nel 2002 mentre nel 2013 viene lanciata la pazzesca G 63 AMG 6x6 (sei ruote e cinque differenziali bloccabili). Nel 2015 tocca alla G 500 4x42 (abitacolo più lussuoso ma soprattutto 45 cm in più di altezza libera da terra, l’ideale per i fuoristradisti) e due anni dopo alla lussuosissima Mercedes-Maybach G 650 Landaulet, prodotta in soli 99 esemplari: motore V12, assali a portale e una capote in tessuto elettrica.

Autore: Marco Coletto

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