Nel mondo della sicurezza stradale per i motociclisti, il casco resta il primo e più importante alleato. Non solo per l’obbligo normativo, ma perché può fare la differenza tra una caduta e un trauma grave. È proprio in questa direzione che va il Djagger, il nuovo prototipo presentato da Roof a EICMA 2025, capace di accendere un vero dibattito.
Roof, azienda francese fondata nel 1993, realizza Djagger, un casco con la calotta non monoblocco, ma composta da quattro elementi che consentono un’inedita apertura posteriore (occipitale). Una scelta progettuale che punta a migliorare ergonomia e comfort senza rinunciare alla protezione.
L’ingresso del casco dalla parte posteriore rende la calzata più semplice e meno invasiva, riducendo gli attriti sul viso e permettendo al motociclista di indossarlo senza togliere gli occhiali. Un dettaglio apparentemente secondario, ma che incide sull’uso quotidiano e quindi sulla reale adozione dei dispositivi di sicurezza.
Dal punto di vista strutturale, Djagger rinuncia alla classica mentoniera e introduce un collare regolabile, studiato per adattarsi in modo preciso alla fisionomia dell’utente. Il risultato è una parte inferiore più compatta e aderente, pensata per garantire stabilità e protezione.
Ma l’aspetto più interessante in ottica sicurezza riguarda la gestione dell’emergenza: in caso di incidente, il casco permette un accesso più agevole alla testa del pilota. Agendo su due viti laterali, i soccorritori possono liberare il viso senza rimuovere completamente la calotta, evitando pressioni pericolose sul collo e mantenendo la testa stabilizzata.
Il Djagger dovrà superare le necessarie omologazioni prima della commercializzazione, prevista per il 2026, e sarà dotato di visiera fotocromatica Pinlock Maxvision. Un progetto a cui l’AFVS Associazione Familiari e Vittime della Strada Ets plaude, poichè dimostra come l’innovazione, se guidata dalla sicurezza, possa contribuire concretamente alla tutela dei motociclisti.