L’avevamo già testata presso il centro di guida sicura MotorOasi di Susa in occasione del debutto della versione 5 porte – oggi la preferita dai clienti – e ne avevamo apprezzato la maneggevolezza sul piccolo tracciato, ma per farci un’idea ben precisa delle potenzialità della Suzuki Swift 1.6 VVT Sport era necessario provarla su strada. Ecco le impressioni che ci ha fatto la piccola sportiva giapponese con motore naturalmente aspirato della “vecchia scuola”.


Esterni e interni

Partiamo dal design. Se il fatto di piacere o meno è sempre questione di gusti personali, l’originalità della Suzuki Swift è un dato di fatto. Lo stile è tondeggiante, il lunotto anteriore è piccolo e poco inclinato – ricorda quello della Mini – e l’allestimento della versione Sport include minigonne, spoiler, estrattore posteriore e doppio terminale di scarico. Insomma, se già nelle altre versioni la Swift ha un certo appeal  (al quale deve il suo successo, contribuendo da sola al 30% delle vendite del marchio) nella versione Sport è ancora più desiderabile.
Pollice su anche per gli interni. Innanzi tutto la forma alta della carrozzeria e le due portiere supplementari della versione 5 porte sono elementi che facilitano l’accesso. Il posto guida è comodo anche per le persone di alta statura e i sedili anteriori contenitivi avvolgono bene il corpo. Razionali e sobri, gli interni della Swift Sport si fanno apprezzare per la qualità dei materiali e dell’assemblaggio ma anche per la spaziosità dell’abitacolo, in grado di accogliere comodamente 4 passeggeri (in 5 si sta stretti) nonostante le dimensioni esterne compatte, sensibilmente inferiori rispetto alle più recenti vetture del segmento B. A portata di mano i comandi del climatizzatore e il display touch screen del sistema di infotainment, che risulta semplice fin dal primo utilizzo. Molto piacevole, da vedere e da impugnare, il volante a tre razze rivestito in pelle con cuciture rosse a vista. Nota dolente il bagagliaio, con capacità limitata a 211 litri.


Il motore aspirato della Swift Sport

Sono punti di vista, ma i motori aspirati sono sempre stati considerati i migliori per le auto sportive. O almeno lo sono per i più puristi, visto che sono gli unici che riescono a garantire un certo tipo di feeling con il piede destro e un allungo che i motori a induzione forzata si possono solo sognare. Oggi la maggior parte delle hot hatch monta potenti motori sovralimentati da circa 200 CV, ricchi di coppia ai bassi regimi e quasi privi di turbo-lag. Ha ancora senso il 1.6 aspirato a fasatura variabile da 136 CV e 160 Nm della vettura in prova?
Appena ci si mette alla guida della Suzuki Swift Sport se ne apprezza la fluidità. Ai regimi normali è tranquilla e silenziosa anche spingendo a fondo l’acceleratore, godibile nel traffico come una vettura comune, ma priva di quello spunto che ci si aspetterebbe da una sportiva da 136 CV. Osando di più, e attirando l’attenzione dei passanti, ci spingiamo oltre i 3.500 giri e ci accorgiamo che la Swift cambia rumore e la spinta si fa più interessante. L’allungo è davvero notevole fino ai 7.000 giri ed è chiaro che per andare forte il regime di utilizzo deve essere compreso tra i 3.500 e i 7.000 giri (la potenza massima è erogata a 6.900 giri e la coppia a 4.400 giri). In questo range di utilizzo il motore è una vera goduria. Intendiamoci, la Swift Sport non spinge come un dragster, ma in fondo è stata progettata per divertire nella guida, e per raggiungere tale scopo quello che conta davvero è l’abbinamento motore/telaio e non i secondi che impiega nel passaggio da 0-100 km/h, coperto dalla vettura in prova in un rispettabilissimo tempo di 8,7 secondi. Tra l’altro, aspetto da non sottovalutare, la Swift Sport è piuttosto parca nei consumi: non è difficile ottenere una media di 14 km/l nell’uso quotidiano, che possono salire a circa 18 km/l nell’uso extraurbano con uno stile di guida attento.


Su strada

La cosa più importante per una hot hatch è quanto fa divertire alla guida. Non in città o in autostrada, dove la Swift Sport si comporta comunque bene grazie all’assetto non eccessivamente rigido e alla sesta marcia che abbassa rumore e consumi alle alte velocità, ma nei percorsi misti, meglio se con poco traffico, ricchi di curve e, volendo esagerare, una bella vista panoramica. Ed è qui che viene fuori il meglio della Swift Sport. Mantenere andature elevate richiede un certo impegno, dato che bisogna usare sapientemente il cambio per mantenere il motore al regime giusto, ma fa parte del gioco e le soddisfazioni arrivano anche da questo. Anche perché il cambio a 6 rapporti – piuttosto corti – si manovra bene e la frizione è morbida da azionare. Il motore urla e la velocità aumenta di conseguenza mentre le sospensioni non estreme assicurano una buona stabilità – e un discreto comfort – anche su strade dissestate. Lo sterzo è preciso e abbastanza comunicativo, i freni hanno un buon mordente e, messa sulla bilancia, la Swift fa segnare 1.130 kg di peso. Tutto  funziona bene e l’esperienza di guida è entusiasmante, soprattutto – bisogna dirlo – grazie al “millesei” aspirato a fasatura variabile che sale di giri come oramai pochi motori sanno fare. Il motore spinge forte, è reattivo ai comandi del gas e la sua progressione dà dipendenza. Per chi dovesse chiedersi se regge il confronto con i motori sovralimentati la risposta è “dipende da cosa si cerca in un’auto”, in quanto pur sapendo di rinunciare a qualcosa in termini di potenza e prestazioni, si viene ricompensati in termini di sensibilità e di sensazioni. Bisogna quindi scordarsi sorpassi in souplesse senza scalare marcia ma proprio per questo, quando si è alla guida della Suzuki Swift Sport, vien sempre voglia di tirarle il collo. Il telaio invece non è dei più reattivi: l’anteriore ha qualche piccola esitazione a inserirsi e il posteriore non entra molto in gioco. Le reazioni sono morbide e facilmente controllabili e anche con l’ESP disinserito si arriva difficilmente ad avere fenomeni di sovrasterzo. La Swift Sport si dimostra una vettura versatile, divertente quando si va forte e discretamente comoda nell’utilizzo quotidiano.


Prezzo e dotazione

La Suzuki Swift 1.6 Sport 5 porte è in listino al prezzo di 19.500 euro, 700 in più rispetto alla versione 3 porte. Facendo un confronto con le più potenti concorrenti si risparmia qualche migliaio di euro e nel prezzo sono inclusi anche i fari allo Xeno e la vernice metallizzata. La dotazione di serie include inoltre 7 airbag, ESP, climatizzatore automatico, impianto hi-fi CD/MP3, sistema Bluetooth, cruise control, sistema keyless push start, vetri oscurati e cerchi in lega da 17”, oltre al kit aerodinamico esterno, ai sedili contenitivi, alla pedaliera in alluminio, alla cuffia del cambio in pelle e al volante sportivo a tre razze. Come tutte le vetture Suzuki, anche la Swift Sport gode del programma Suzuki 3Plus che offre 3 anni di garanzia fino a 100.000 km, 3 anni di assistenza stradale e 3 anni di controlli gratuiti.