Certe volte distinguersi non significa buttarsi sui prodotti dal brand blasonato ma piuttosto fare scelte diverse da quelle della massa: la Ssangyong Tivoli, il nuovo SUV compatto del produttore coreano, si rivolge ai clienti in cerca di individualità che non seguono le mode e sono alla ricerca di un’auto dal giusto value for money.

La svolta

Non è facile partire da zero: i modelli prodotti fino ad ora da Ssangyong si sono ritagliati una piccolissima nicchia di mercato in Italia, riuscendo a farsi apprezzare dai clienti per la loro solidità e affidabilità. Ora, con la Tivoli, l’obiettivo è duplice: lanciarsi nel segmento che più fa gola nel panorama attuale dell’auto, ovvero quello dei SUV del segmento B, e rilanciare il marchio, ad oggi sconosciuto ai più. La concorrenza è agguerrita, ma la Tivoli ha le sue carte da giocare, a cominciare da uno stile intrigante che a nostro parere potrebbe soddisfare molto bene le aspettative degli automobilisti italiani, forse i più difficili, da questo punto di vista, tra quelli europei. I coreani non si sono dimenticati dell’importanza della personalizzazione: sono previste tinte bicolore per la carrozzeria, cerchi in lega da 18” con finitura diamantata black e abbinamenti audaci per gli interni (pelle nera e rossa) ad esaltarne il carattere.
Il nome, d'altra parte, è quello dell'unica cittadina italiana ad avere ben due patrimoni dell'UNESCO, tra cui Villa d'Este, splendida location dove si è tenuta la presentazione nazionale della Tivoli.
La vettura è stata lanciata lo scorso gennaio in Corea dove ha riscosso un successo notevole, con una media di 2.600 immatricolazioni al mese.


Benzina, GPL e diesel, anche 4WD

In Italia, la Tivoli arriverà sul mercato a giugno nella versione 1.6 a benzina da 128 CV, mentre per la versione bifuel GPL (basata sull’1.6 a benzina) bisognerà aspettare il mese di luglio e per quella a gasolio (con motore 1.6 turbodiesel da 115 CV) settembre. Per tutte è prevista la trazione 4WD con un sovrapprezzo di 1.800, lo stesso richiesto anche per il cambio automatico a 6 marce.
Ovviamente la versione più attesa sul nostro mercato è quella con motore diesel, quella più parca (4,3 l/100 la 2WD manuale) e con tutta probabilità anche la più brillante grazie ai 300 Nm di coppia costanti tra i 1.500 e i 2.500 giri. Al momento, però, abbiamo potuto provare solo la versione a benzina, dove emerge una certa pigrizia del motore a prendere giri con conseguente lentezza in ripresa; il cambio automatico, inoltre, non è un esempio di fluidità. Prestazioni a parte, le nostre prime impressioni sulla Tivoli sono positive e potrebbero migliorare con l’arrivo della versione diesel.


Prezzi da 15.590 euro

Il prezzo d’attacco di 15.950 euro è interessante e non si lesina troppo sulla dotazione, dato che sull’allestimento d’ingresso “Start” troviamo il climatizzatore, 4 vetri elettrici, il cruise control e i retrovisori esterni riscaldabili e regolabili elettricamente. Si passa poi all’allestimento “GO” che aggiunge – tra gli altri – la chiusura con telecomando, l’autoradio, il Bluetooth e i cerchi in lega. Chi vuole distinguersi fino in fondo può puntare sull’allestimento “BE” con Audio System con display touch screen da 7”, telecamera posteriore e climatizzatore automatico bi-zona con 3 memorie. La differenza di prezzo tra la Tivoli a benzina e quella GPL – e lo stesso vale per quella diesel – è sempre di 1.800 euro.
Ben al di sopra della media la garanzia di 5 anni fino a 100.000 km.