Fuori dagli schemi, tanto da sembrare una concept car, essenziale e funzionale. Dopo il successo ottenuto con la linea DS – che è diventato un marchio a sé – nella categoria premium, Citroen propone la C4 Cactus, una crossover compatta del segmento C che bada all’essenziale. Senza trascurare lo stile, che, anzi, è uno dei suoi punti di forza.


Uno stile unico con gli Airbump

La Citroen C4 Cactus non è il remake di nessuna auto del passato, sia chiaro, anche se qualche richiamo alla Mehari si intravede: linee semplici e lisce, assenza di nervature e fari piccoli. Insomma, la C4 Cactus è originale e in controtendenza, perché ormai quasi tutti i modelli sul mercato (anche del segmento citycar) puntano sullo stile aggressivo/sportivo. Design essenziale non significa però banale. Tutt’altro. La C4 Cactus colpisce per la sua personalità, ulteriormente messa in risalto dagli Airbump, pannelli in poliuretano contenenti aria che proteggono la carrozzeria dai piccoli urti che spesso lasciano il segno nella “giungla urbana”, disponibili su tutti i modelli di serie nel colore nero oppure, in opzione a 200 euro, nei colori sabbia, cioccolato e grigio.


Cosa davvero conta

Distinguersi ed essere originali non fa rima con il detto “tutto fumo e niente arrosto”. Almeno non nel caso della C4 Cactus, che fa largo uso di soluzioni alternative non fini a se stesse ma sempre legate alla funzionalità. Numerose le trovate per contenere il peso dell’auto: il tetto in vetro panoramico dà luminosità e allo stesso tempo toglie 6 kg, gli ugelli per la pulizia del parabrezza sono posizionati direttamente sui tergicristalli, la panchetta posteriore non è frazionata e anche davanti, e nella versione con il cambio automatico (che non prevede la leva ma solo tre tasti D, N, R), c’è un “sofà” che elimina lo spazio tra conducente e passeggero, con il risultato che lo spazio laterale è abbondante.


Interni minimali

Lineare la plancia, che vanta un cassetto portaoggetti enorme con apertura dello sportello verso l’alto, realizzato grazie al posizionamento dell’airbag lato passeggero nel padiglione a tutto vantaggio dello spazio per il passeggero anteriore. E poi ci sono, di serie, due touch screen: uno che funge da strumentazione e l’altro per l’infotainment e le funzioni dell’auto, in tal modo di pulsanti ce ne sono davvero pochi. Certo con la C4 cactus si deve rinunciare a qualcosa: il divano posteriore non è frazionato, manca il contagiri (c’è solo l’indicatore di cambiata), i vetri posteriori si aprono a compasso (soluzione meno costosa e più leggera) e il volante non è regolabile in profondità. Ma in fondo la C4 cactus punta all’essenzialità, e lo fa in grande stile.


Soprattutto comoda, ma anche brillante

Sedute ampie e confortevoli, ammortizzatori morbidi e motore elastico e silenzioso. Con la C4 Cactus 1.2 VTi 110 CV si viaggia in relax, e le prestazioni del’1.2 3 cilindri da 110 CV soddisfano le aspettative. Quelle dichiarate recitano 188 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 9,3 secondi, con un’erogazione lineare e una spinta consistente già ai medi regimi. Nonostante si tratti di un 3 cilindri le vibrazioni sono limitate ed avvertibili solo ai regimi più bassi.


Lancio sul mercato e prezzi

La C4 cactus è già ordinabile e arriverà nelle concessionarie Citroen a partire da settembre. Il prezzo d’attacco è interessante: 14.950 euro nella versione 1.4 a benzina da 75 CV con vetri elettrici, autoradio con comandi al volante, cruise control e Airbump neri di serie, mentre l’aria condizionata si paga a parte. La versione top di gamma turbodiesel, nell’allestimento più ricco, costa 21.750 euro.