Volkswagen Passat Variant, la prova di Alltrack e GTE

18-Nov-2019  

Come la Golf, la Passat è un grande classico di Casa Volkswagen. Anzi, la prima serie è stata lanciata nel 1973, mentre la sorella minore ha visto la luce nel 1974. Negli anni Novanta la Passat Variant era un must have per le famiglie che volevano distinguersi: per qualità delle finiture e design, era percepita a tutti gli effetti un’auto premium, in un periodo storico in cui questa parola non era ancora sulla bocca degli uomini del marketing e degli automobilisti italiani.

Oggi su 10 Passat vendute, 9 sono company car. Il motivo? Semplicemente, le SUV hanno rubato il posto alle station wagon. 

Ma la Passat Variant continua a essere una familiare dalle finiture curate, e nella versione Alttrack è una perfetta anti-SUV. Low profile, quasi snob; un po’ come la Subaru Outback. Per chi ha uno stile definito e non ama le scelte mainstream.

AZIENDALE, IBRIDA O CROSSOVER: A OGNUNO LA SUA PASSAT

Prima di partire dalle novità tecnologiche, peraltro succulente, vi presento le tre anime di un modello apprezzato soprattutto come auto aziendale. Cominciando proprio con la versione più adatta alle flotte, la Passat Variant turbodiesel disponibile nelle versioni 1.6 TDI da 120 CV, 2.0 TDI Evo da 150 CV, 2.0 TDI da 190 CV, e 2.0 BiTDI (dove Bi sta per biturbodiesel).

Di queste la 1.6 TDI è la più business oriented insieme alla 2.0 TDI Evo da 150 CV, senza dubbio quella più equilibrata e tecnologica. Il suo motore diesel con doppio SCR e doppia iniezione di AdBlue è così virtuoso in termini di emissioni da rientrare nei parametri della futura norma antinquinamento Euro 6d. Tutta la gamma, in ogni caso, è omologata Euro 6d-Temp.

GTE, LA VERSIONE IBRIDA ALLA SPINA CON PIÙ AUTONOMIA

A proposito di green, in gamma c’è anche la Passat Variant GTE, sigla che in Volkswagen identifica le versioni ibride plug-in, quelle ricaricabili alla spina. Il suo powertrain rispetta la futura normativa Euro 6d e vede la combinazione del motore a benzina 1.4 TSI da 150 CV con un motore elettrico, per un totale di 218 CV di potenza. La batteria ha una capacità di 13 kWh, il 31% in più del modello precedente.

L’autonomia in modalità emissioni zero è di 55 km nel ciclo WLTP, dunque se il tragitto casa-lavoro non supera tale distanza si può lasciare il motore termico a riposo. Quando serve, però, la familiare tedesca tira fuori i muscoli (0-100 in 7,6 secondi) e non impensierisce con problemi legati all’autonomia nelle lunghe distanze. Anche se fuori dalla città, è bene sottolinearlo, il diesel vince a mani basse in termini di costi di percorrenza. 

Interessante la possibilità di selezionare, attraverso il sistema multimediale, la quantità di carica della batteria da tenere da parte per un eventuale successivo passaggio in area urbana.

PASSAT ALLTRACK, LA STATION IN STILE CROSSOVER

Ormai è un segmento affermato, quello delle station wagon crossoverizzate. E se andiamo a guardare indietro nel tempo, a Wolfsburg sono stati i primi a proporre una familiare 4x4 con assetto rialzato e protezioni in plastica per la carrozzeria. Basta mettere le lancette del tempo negli anni Ottanta per poter ammirare la Passat Syncro.

La Passat Variant Alltrack, con i suoi 17 centimetri abbondanti di altezza minima da terra, le protezioni sottoscocca, i passaruota maggiorati e la trazione integrale 4Motion di serie, può tranquillamente fare le veci di una SUV, con il pregio di avere un Cx inferiore e un baricentro più basso a vantaggio rispettivamente dell’efficienza e del piacere di guida.

A proposito di guida, su strada non si percepiscono spiccate differenze rispetto alla più tradizionale Passat Variant, se non un pizzico di rollio in più in curva. È molto confortevole, e si rivela una grande passista: ben insonorizzata, gentile sulle buche, e dotata di motori potenti. Si può scegliere tra il 2.0 TDI da 190 CV e il 2.0 BiTDI da 240 CV, in entrambi i casi con cambio automatico doppia frizione DSG a 7 marce.

TANTI ADAS PER GUIDARE SICURI

La Volkswagen Passat ha tutti i sistemi di assistenza alla guida oggi disponibili sul mercato. Si parla di guida autonoma di secondo livello, e oltre ai soliti noti - ma per nulla scontati - dispositivi, tra cui la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, il mantenimento della carreggiata attivo, e il cruise control adattivo con funzione di stop&go attivo da 0 a 210 km/h con DSG (da 30 km/h a 210 km/h con il cambio manuale), se ne aggiungono altri meno noti come l’Emergency Sterring Assist, in grado di evitare sbandate nelle manovre di scarto di un ostacolo, e il sistema di assistenza al cambio di corsia, utile anche nelle manovre in retromarcia.

“OK VOLKSWAGEN”, E LEI RISPONDE

Il restyling della Passat di ottava generazione è tutto di sostanza, e ovviamente non poteva mancare un nuovo sistema multimediale con assistente vocale in grado di capire comandi colloquiali, come Siri dell’iPhone, Google Home e Alexa. 

Si attiva con le parole “Ok Volkswagen”, e potete chiedere, per esempio, di chiamare qualcuno, inserire una destinazione sul navigatore, e impostare una stazione radio.

Il sistema multimediale top di gamma con schermo da 9,2 pollici è connesso grazie a una sim integrata e consente l’utilizzo di Apple CarPlay e Android Auto anche wireless. Tra le novità, l’aggiornamento della strumentazione digitale con schermo da 10,25 pollici e la Mobile Key, ovvero la possibilità di usare lo smartphone al posto della chiave. 

VERSIONI E PREZZI DELLA NUOVA PASSAT VARIANT

Prima non ho volutamente menzionato la Passat Variant 1.5 TSI, la versione a benzina da 150 CV che, nel nostro mercato, è destinata a numeri irrisori, ma che a ben guardare è quella più adatta a chi fa pochi chilometri: è quella con il prezzo più basso, è grintosa (214 km/h, 0-100 in 8,9 secondi), e grazie al sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali non è troppo assetata, sempre che non si esageri con il gas. Il suo prezzo parte da 35.000 euro con il cambio manuale e 37.550 con il DSG.

La gamma diesel parte da 37.750 euro per la 1.6 TDI DSG (non prevista con il cambio manuale) per passare ai 38.500 euro della 2.0 TDI da 150 CV (41.050 DSG).

La Alltrack costa 45.300 euro nella versione da 190 CV e 49.500 in quella da 240 CV, mentre la GTE ha un listino di 52.350 euro, da cui vanno detratti eventuali incentivi variabili in base alla regione.

Autore: Michele Neri

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