Segnali stradali “nuovi” in Europa: utili innovazioni o fonte di confusione?

30-Dic-2025  
  • Cartello stradale blu con rombo bianco

Negli ultimi mesi, sempre più automobilisti italiani che viaggiano all’estero segnalano la presenza di cartelli stradali non previsti dal Codice della strada italiano, ma già diffusi in diversi Paesi europei. Segnali diversi da quelli a cui siamo abituati, che spesso colgono di sorpresa e possono generare incertezza alla guida.
 

Uno degli esempi più discussi è il cartello blu con un rombo bianco al centro, privo di scritte o simboli aggiuntivi. Questo segnale, attualmente assente in Italia, indica una corsia riservata al carpooling, cioè ai veicoli con più occupanti a bordo, secondo criteri stabiliti a livello locale. Il simbolo del rombo deriva dalle High Occupancy Vehicle lanes (HOV) statunitensi e si sta progressivamente diffondendo in Europa come strumento per incentivare una mobilità più sostenibile.

Le prime sperimentazioni sono partite in Francia, in città come Grenoble, Lione e Strasburgo. A Lione, ad esempio, il segnale è ben visibile sulle arterie M6-M7 e nel tunnel di Fourvière. Chi utilizza impropriamente queste corsie rischia sanzioni fino a 135 euro. Attualmente i controlli sono affidati alle forze dell’ordine, ma sono già previsti sistemi automatici con telecamere e sensori. Segnali simili sono comparsi anche in Germania e Spagna, mentre Parigi valuta l’estensione ad altre grandi città come Marsiglia, Lille, Rennes e Nantes.

L’obiettivo è chiaro: ridurre traffico ed emissioni inquinanti. Molti veicoli circolano con un solo occupante, soprattutto nelle ore di punta. Premiare chi condivide l’auto significa incentivare comportamenti virtuosi, migliorare la fluidità del traffico, ridurre i tempi di percorrenza e abbassare consumi ed emissioni, come mostrano i primi dati raccolti.

Un altro esempio curioso arriva dal Regno Unito, dove stanno comparendo cartelli circolari con bordo verde e numeri su fondo bianco. A prima vista ricordano i limiti di velocità, ma in realtà non hanno valore normativo. Non sono previsti dal Codice della strada britannico e non comportano sanzioni. Si tratta di indicazioni facoltative, installate autonomamente dalle autorità locali per invitare a una guida più prudente in zone sensibili come scuole, ospedali, cantieri e aree residenziali. L’obiettivo è ridurre la velocità facendo leva sulla responsabilità individuale, più che sull’obbligo e sulla sanzione.

In Italia, al momento, questi segnali non sono presenti. Tuttavia, considerando la crescente attenzione ai temi della sostenibilità e della sicurezza stradale, non è escluso che in futuro possano arrivare anche nelle nostre città, magari in forma sperimentale.

Secondo voi, questi nuovi segnali aiutano davvero a migliorare traffico e sicurezza o rischiano di aumentare la confusione tra gli automobilisti?

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