Renault Mégane Sporter E-Tech Plug-in Hybrid, il test della station wagon ibrida

15-Dic-2020  

Dopo aver provato la Renault Clio E-Tech Hybrid è arrivato il momento di testare la sorella maggiore Renault Mégane Sporter Plug-in Hybrid. Sono entrambe ibride, ma in modo diverso: la Clio è una full-hybrid, mentre la Mégane è plug-in, dunque con una componente elettrica più importante e una batteria ricaricabile alla spina. Per un’autonomia in modalità EV fino a 65 km.

LA RENAULT MÉGANE SPORTER PLUG-IN HYBRID IN BREVE

135 km/h di velocità massima e 65 km di autonomia nel ciclo urbano in modalità 100% elettrica: due dati utili per capire che la nuova Renault Mégane Sporter E-Tech Plug-in Hybrid può essere usata come un’auto elettrica se la percorrenza non supera quella indicata dall’autonomia WLTP.

I 65 km sono riferiti all’uso cittadino, dove questo motore dà il meglio di sé sia nelle partenze, dove scatta con grinta e nel massimo silenzio, sia in frenata, grazie al recupero di energia utile alla carica della batteria. Nel ciclo misto l’autonomia scende a 50 km, mentre in autostrada il dato WLTP non è previsto, ma si scende a poche decine di chilometri, specie a velocità da codice.

Tornando ai dati di consumo WLTP, la Mégane Sporter ibrida plug-in percorre 77 km/l, ovviamente con la batteria completamente carica. Ma come funziona il suo powertrain?

La parte elettrica è composta da due motori, un piccolo motogeneratore, e un vero e proprio propulsore da 68 Cv e 205 Nm, alimentati da una batteria al litio da 9,8 kWh. Il motore a benzina è un 1.6 4 cilindri aspirato di ultima generazione, pensato per lavorare solo ai regimi più efficienti (tra i 2.000 e i 4.000 giri); dà trazione alle ruote offrendo supporto al motore elettrico e produce energia per la batteria. Il tutto è abbinato all’innovativa trasmissione Multi-mode senza frizione e senza sincronizzatori che riduce al minimo gli attriti e dunque la dispersione di energia.

TEST DRIVE: LE SENSAZIONI DELLA MÉGANE SPORTER IBRIDA

La partenza avviene sempre in modalità elettrica, e se la batteria è possibile lasciare il motore termico a riposo. Ci si può dimenticare di far benzina, ma non di attaccarla alla spina: è questa la condizione sine qua non nella quale un’auto ibrida plug-in come la Mégane Sporter E-Tech si esprime al meglio. In caso contrario si recupera parte di energia nelle fasi di decelerazione e la si usa in accelerazione, ma il grosso del lavoro ricade ricadrebbe sull’1.6 a benzina.

In modalità EV ci sono 68 Cv e 205 Nm: sulla carta potrebbe sembrare poco, eppure la spinta è vigorosa in partenza e in ripresa alle basse velocità, e il merito va all’abbondante coppia dell’unità elettrica e alla sua disponibilità immediata.

Con la batteria carica, dunque, si viaggia a emissioni zero. Il motore termico, infatti, si accende solo se la carica è insufficiente, oppure se si chiede il massimo della potenza (158 Cv complessivi), in forza dei quali raggiunge 183 km/h di velocità massima e scatta da 0 a 100 in 9,8 secondi.

VERDETTO

Lo scatto ai semafori è notevole, così come la fluidità di guida. La Mégane Sporter E-Tech Plug-in Hybrid è molto piacevole nell’uso urbano, dove la si può utilizzare come un’auto elettrica a tutti gli effetti. Allo stesso modo si possono percorrere centinaia di chilometri senza dovere per forza ricaricare la batteria, ovviamente con consumi (da verificare in una prova approfondita) sulla carta vicini a quelli di un’auto a benzina. Le prestazioni sono brillanti, ma il temperamento non è sportivo: quello che piace, più che altro, è la coppia dell’elettrico, specie alle basse velocità.

Chi sceglie le ibride plug-in deve poter ricaricare la batteria ogni volta che serve; in caso contrario non si sfrutterebbero le potenzialità di questa tecnologia.

IL PREZZO DELLA MÉGANE SPORTER E TECH PLUG-IN HYBRID

Il listino parte da 36.950 euro per la Business e 39.950 euro per la R.S. Line. Le emissioni di CO2 di appena 28 g/km nel ciclo misto WLTP consentono di accedere agli incentivi statali di 2.500 euro o 4.500 euro in caso di rottamazione, a cui si aggiungono la riduzione della tassa di possesso ed eventuali vantaggi locali, come l’accesso gratuito a zone ZTL (vedi Area C di Milano) e i parcheggi blu gratuiti.

Autore: Michele Neri