5 auto da rally che hanno fatto la storia

17-Feb-2023  

I rally sono molto amati dal pubblico, già da prima della creazione del Mondiale WRC nel 1973: quasi tutte le Case automobilistiche hanno schierato, nel corso della storia, modelli con l'obiettivo di salire sul gradino più alto del podio ma sono poche quelle che sono riuscite a entrare nella leggenda.

Di seguito troverete le 5 auto da rally che hanno fatto la storia, i cinque modelli più vincenti di sempre (uno per marca) nel WRC: dalla Citroën C4 Coupé alla Volkswagen Polo passando per la Fiat 131 Abarth, la Lancia Delta e la Peugeot 206. In questo elenco non troverete modelli giapponesi: la Mitsubishi Lancer ha vinto molto tra i Piloti grazie a Tommi Mäkinen ma poco tra i Costruttori, la Subaru Impreza ha portato a casa tre titoli Marche ma con due generazioni diverse e la Toyota non ha mai conquistato – per ora – più di due campionati del mondo con la stessa vettura.

5 auto da rally che hanno fatto la storia

Citroën C4 WRC

La Citroën C4 WRC ha conquistato sette Mondiali rally: tre Costruttori di seguito tra il 2008 e il 2010 e quattro titoli Piloti consecutivi con il francese Sébastien Loeb. Nata per rimpiazzare la Xsara e derivata dalla C4 Coupé, monta la trazione integrale e un motore 2.0 turbo benzina da oltre 300 CV. 36 vittorie totali nel WRC di cui 13 su asfalto (mai sconfitta su questa superficie).

Nel 2007 la Citroën C4 WRC permette a Loeb di conquistare il titolo Piloti grazie a otto vittorie (Monte Carlo, Messico, Portogallo, Argentina, Germania, Catalunya, Tour de Corse e Irlanda) mentre l'anno seguente – grazie al dominio del campione francese (undici successi: Monte Carlo, Messico, Argentina, Italia, Acropoli, Finlandia, Germania, Nuova Zelanda, Catalunya, Tour de Corse e Galles) arriva anche il campionato Costruttori.

Loeb domina anche la stagione 2009 con sette piazzamenti sul gradino più alto del podio (Irlanda, Norvegia, Cipro, Portogallo, Argentina, Catalunya e Gran Bretagna) e nel 2010 sale a quota otto (Messico, Giordania, Turchia, Bulgaria, Germania, Francia, Catalunya e Galles). L'ultima stagione della Citroën C4 WRC vede un giovane pilota transalpino promosso dal Junior Team del Double Chevron trionfare in due occasioni (Portogallo e Giappone). Il suo nome? Sébastien Ogier...

Fiat 131 Abarth

La Fiat 131 Abarth è l'unica vettura della Casa torinese ad aver vinto un campionato del mondo. Tre titoli Costruttori (1977, 1978 e 1980), due Piloti (1978 con il finlandese Markku Alén e 1980 con il tedesco Walter Röhrl) e 18 rally iridati vinti.

Nasce come erede della 124 Abarth: i tecnici Fiat vorrebbero usare come base un'altra spider – la X1/9 – ma i dirigenti della Casa piemontese (per ragioni di marketing) preferiscono puntare sulla variante a due porte della 131, una berlina per famiglie svelata nel 1974.

Per evitare la concorrenza interna della Lancia viene deciso di interrompere il programma sportivo della Stratos (che nonostante questo riesce a portare a casa altri due titoli iridati: Costruttori nel 1976 e Piloti nel 1977 con Sandro Munari): il primo risultato importante della Fiat 131 Abarth – dotata della trazione posteriore e di un motore 2.0 da oltre 200 CV – risale al 1976 e coincide con il primo successo: Alén davanti a tutti al 1000 Laghi. Nel 1977 la 131 Abarth regala alla Fiat il primo Mondiale rally Marche con cinque vittorie ottenute da cinque pilorti diversi: Alén (Portogallo), il nostro Fulvio Bacchelli (South Pacific), il finlandese Timo Salonen (Québec), il francese Jean-Claude Andruet (Sanremo) e il transalpino Bernard Darniche (Tour de Corse).

L'anno successivo – in concomitanza con la nuova livrea Alitalia – arrivano il titolo Piloti con Alén (primo in Portogallo e al 1000 Laghi, successo ripetuto nel 1979) e quello Costruttori grazie ai trionfi di Röhrl (Acropoli e Québec) e Darniche (Tour de Corse).

La Fiat 131 Abarth cambia nuovamente livrea (bianca-azzurra) nel 1980 e nello stesso anno porta a casa il Mondiale Piloti con Röhrl (quattro vittorie: Monte Carlo, Portogallo, Argentina e Sanremo) e il titolo Costruttori. Alén vince il Rally dei 1000 Laghi 1980 (non valido per la classifica Marche) e regala alla Casa torinese l'ultimo trionfo nel WRC salendo sul gradino più alto del podio l'anno seguente in Portogallo.

Lancia Delta

La Lancia Delta è l'auto più vincente nella storia dei rally: 10 Mondiali – 6 Costruttori consecutivi tra il 1987 e il 1992 e 4 Piloti (1987 e 1991 con il finlandese Juha Kankkunen e 1988-1989 con il nostro Miki Biasion) – e 50 vittorie totali (compresa la S4).

La compatta torinese vede la luce nel 1979 ma è solo nel 1985 che viene deciso di realizzare una variante da rally per correre nel Mondiale. La Lancia Delta S4 del 1985 ha in comune con la Delta solo il nome e qualche dettaglio estetico. Sotto la pelle è tutta un'altra auto: un mostro dotato di telaio a traliccio e trazione integrale (due differenziali autobloccanti meccanici e una ripartizione della coppia 30:70) con un motore 1.8 a doppia sovralimentazione (compressore volumetrico ai bassi regimi e un turbo che interviene dopo) da 480 CV montato in posizione posteriore/centrale.

La vettura debutta nell'ultima gara del campionato del mondo 1985 – il RAC – e conquista subito una doppietta con i finlandesi Henri Toivonen e Alén. La Lancia Delta S4 è potentissima ma poco affidabile e nella stagione 1986 porta a casa solo tre successi con Toivonen (Monte Carlo), con Biasion (Argentina) e con Alén (Olympus negli USA). Un'annata funestata dalla morte di Toivonen e del suo navigatore – lo statunitense di origine italiana Sergio Cresto – al Tour de Corse: un incidente che porta la Federazione ad abolire le pericolose Gruppo B dalla stagione 1987.

Nel 1987 vengono ammesse al Mondiale rally le meno potenti Gruppo A (derivate da modelli di serie prodotti in almeno 5.000 esemplari) e la Lancia è già pronta con la Delta HF 4WD. Trazione integrale, motore 2.0 turbo da 265 CV, veloce, poco adatta all'asfalto, non molto affidabile e con passaruota stretti che non permettono di usare pneumatici larghi. La vettura si aggiudica il titolo Piloti con Kankkunen (che conquista l'Olympus e il RAC) e porta a casa anche il campionato Costruttori grazie ai successi di Biasion (Monte Carlo, Argentina e Sanremo) e Alén (Portogallo, Acropoli e 1000 Laghi). Senza dimenticare l'austriaco Franz Wittmann primo in Nuova Zelanda (corsa non valida per il titolo Marche).

Nel 1988 arriva la Lancia Delta HF Integrale - passaruota più larghi, peso diminuito, comportamento su asfalto migliorato e motore più potente (280 CV) – e si assiste a un altro dominio del marchio piemontese nel Mondiale rally. Biasion si aggiudica il campionato Piloti con cinque vittorie (Portogallo, Safari, Acropoli, Olympus e Sanremo) e grazie ai successi del francese Bruno Saby (Monte Carlo), di Alén (Svezia, 1000 Laghi e RAC) e dell'argentino Jorge Recalde (Argentina) il brand torinese si aggiudica anche il titolo Marche.

La Lancia Delta porta a casa un altro bis iridato nel 1989: campionato costruttori grazie ai successi del francese Didier Auriol (Tour de Corse) e dello svedese Mikael Ericsson (Argentina) e titolo Piloti con Biasion. Il driver veneto vince a Monte Carlo, in Portogallo, il Safari e l'Acropoli e sale sul gradino più alto del podio del Rally di Sanremo portando al debutto la Lancia Delta HF Integrale 16V: motore a quattro valvole per cilindro da 295 CV e un rigonfiamento sul cofano.

Una vettura non perfetta (peso troppo concentrato sull'anteriore e un sistema di trazione integrale meno evoluto di quello Toyota) che si aggiudica il Mondiale Costruttori 1990 grazie a sei successi – tre con Auriol (Monte Carlo, Tour de Corse e Sanremo), due con Biasion (Portogallo e Argentina) e uno con Kankkunen (Australia) – ma che non riesce a trionfare tra i Piloti. Nel 1991 la Lancia si aggiudica il campionato del mondo rally con Kankkunen (cinque successi: Safari, Acropoli, 1000 Laghi, Australia e RAC) e quello Costruttori con Auriol primo a Sanremo ma al termine della stagione abbandona il Mondiale.

Nel 1992 c'è già la Lancia Delta HF Integrale Evoluzione pronta (più facile da guidare su sterrato grazie alla carreggiata più larga e alla maggiore escursione degli ammortizzatori e dotata di un motore più potente – 300 CV – nonostante la riduzione della flangiatura del turbo): la vettura viene affidata al Jolly Club e conquista il campionato Costruttori con otto vittorie: sei con Auriol (Monte Carlo, Tour de Corse, Acropoli, Argentina, 1000 Laghi e Australia), una con Kankkunen (Portogallo) e una con il nostro Andrea Aghini (Sanremo).

Peugeot 206 WRC

Tutti ricordano la 205 ma la vera regina dei rally Peugeot è stata la 206 WRC, vettura capace di conquistare cinque Mondiali: tre titoli Costruttori consecutivi tra il 2000 e il 2002 e due campionati Piloti con il finlandese Marcus Grönholm.

La prima WRC della storia Peugeot – dotata della trazione integrale e di un motore 2.0 turbo benzina da 300 CV – debutta nel 1999 e conquista un secondo posto a Sanremo con il francese Gilles Panizzi. L'anno seguente arrivano due titoli iridati: quello Piloti con Grönholm (primo in Svezia, Nuova Zelanda, Finlandia e Australia) e quello Costruttori grazie anche ai successi di Panizzi al Tour de Corse e a Sanremo.

Nel 2001 la Peugeot 206 WRC vince il Mondiale Costruttori con sei vittorie – tre con Grönholm (Finlandia, Australia e Gran Bretagna), una con il finlandese Harri Rovanperä (Svezia), una con Auriol (Catalunya) e una con Panizzi (Sanremo) – mentre l'anno seguente la Casa del Leone domina il campionato: titolo Piloti con Grönholm (con cinque trionfi: Svezia, Cipro, Finlandia, Nuova Zelanda e Australia) e Mondiale costruttori con Panizzi (tre primi posti: Tour de Corse, Catalunya, Sanremo). Nel 2003 la Peugeot 206 WRC – nonostante l'età avanzata – riesce a conquistare altri quattro successi: Grönholm vince in Svezia, Nuova Zelanda e Argentina e Panizzi sale sul gradino più alto del podio del Rally Catalunya.

Volkswagen Polo R WRC

La Volkswagen Polo R WRC è stata una delle auto da rally più dominanti di sempre: basata sulla quinta generazione della piccola tedesca e dotata della trazione integrale e di un motore 1.6 turbo, ha conquistato otto Mondiali – quattro Costruttori e quattro piloti con Ogier – e 43 rally (su 52 disputati) nell'arco di soli quattro anni (dal 2013 al 2016).

La “segmento B” di Wolfsburg surclassa le avversarie già nella stagione d'esordio (2013): titolo Piloti con Ogier (nove vittorie: Svezia, Messico, Portogallo, Italia, Finlandia, Australia, Francia, Catalunya e Galles) e titolo Costruttori grazie anche al finlandese Jari-Matti Latvala primo all'Acropoli. La situazione non cambia nel 2014 – otto successi per Ogier (Monte Carlo, Messico, Portogallo, Italia, Polonia, Australia, Catalunya e Galles) e quattro per Latvala (Svezia, Argentina, Finlandia e Francia) – e nemmeno nel 2015: titolo Piloti con Ogier (otto successi: Monte Carlo, Svezia, Messico, Italia, Polonia, Germania, Australia e Galles) e campionato Costruttori grazie ai tre trionfi di Latvala (Portogallo, Finlandia e Tour de Corse) e alla vittoria del norvegese Andreas Mikkelsen in Catalunya.

La Polo R WRC vince anche il WRC 2016 – Piloti con Ogier (primo in sei occasioni: Monte Carlo, Svezia, Germania, Francia, Catalunya e Galles) e Costruttori grazie alle due vittorie di Mikkelsen (Polonia e Australia) e al successo di Latvala in Messico – ma alla fine della stagione la Volkswagen lascia il Mondiale in seguito allo scandalo del dieselgate.

I MITI DEL GRUPPO B: LANCIA DELTA S4 E AUDI A4

Ci sono due mostri sacri che fanno storia a parte: la Lancia Delta S4 e l'Audi Quattro, in competizione tra loro ed entrambe a trazione integrale.
Con la Quattro, Audi fu il primo brand nella storia con la trazione integrale. Erano i primi anni ottanta e nel Gruppo B la competizione era sfrenata. Anche Lancia, prima impegnata con la S34 a trazione posteriore, dovette correre ai ripari per realizzare un'auto più efficace e competitiva, ovviamente 4x4. Ed ecco che nacque la Lancia Delta S4.

La Delta S4 era un'auto che non aveva niente in comune con il modello di serie, tanto che Lancia, per non essere squalificata, dovette correre ai ripari e produrre 200 esemplari di serie della "S4 Stradale", che oggi ha valutazioni da record.

Autore: Marco Coletto