Ti immagini ricevere una multa da centinaia di migliaia di euro solo per aver superato il limite di velocità?
In Finlandia succede davvero. Le multe non sono uguali per tutti, ma vengono calcolate in base al reddito del conducente, attraverso un sistema chiamato “multa giornaliera”.
L’idea è semplice: colpire in modo equo, così che la sanzione pesi allo stesso modo su chiunque, ricco o povero.
Nel 2002, un dirigente della Nokia che guadagnava 14 milioni di euro l’anno fu multato per ben 116.000 euro dopo essere stato beccato a 75 km/h in una zona da 50.
Ancora più incredibile il caso del 2004: Jussi Salonoja, erede di una famiglia milionaria, dovette pagare 170.000 euro per aver attraversato Helsinki a 80 km/h dove il limite era 40.
Un sistema simile è in vigore anche in Svizzera, dove chi guadagna molto rischia sanzioni da capogiro.
L’obiettivo è rendere le pene davvero proporzionate e dissuasive, scoraggiando comportamenti pericolosi alla guida indipendentemente dallo status economico del conducente.
In Italia, intanto, il tema della sicurezza stradale resta di grande attualità. Ogni anno migliaia di persone perdono la vita sulle nostre strade e, secondo l’Istat, gli incidenti mortali sono tornati a crescere nel 2024.
Di fronte a queste cifre, l’AFVS Associazione Familiari Vittime della Strada Ets invita le istituzioni a riflettere sull’efficacia di soluzioni più severe e innovative: in Finlandia e in Svizzera si punisce in modo proporzionato e giusto, e in altri Paesi europei si confisca l’auto a chi guida sotto effetto di alcol o droghe. Di fronte a tutto questo, ci chiediamo: tali sanzioni dovrebbero essere applicate anche in Italia?