La Guida Michelin entra nel mondo del vino: svelata la prima selezione delle Uve in Borgogna

13-Lug-2026  

La Guida Michelin amplia il proprio universo e debutta ufficialmente nel settore vitivinicolo con la prima selezione delle Uve Michelin, dedicata alla Borgogna, una delle regioni simbolo del vino mondiale. L'annuncio è stato dato nello scenario dell'antico Palazzo dei Duchi di Borgogna, oggi sede del municipio di Digione. Per questa edizione inaugurale sono state selezionate 94 aziende vitivinicole, delle quali 62 hanno ottenuto il riconoscimento delle Uve Michelin. Nello specifico, 9 domaines hanno conquistato le prestigiose 3 Uve, 20 hanno ricevuto 2 Uve, 33 un’Uva, mentre altre 32 aziende sono entrate nella selezione ufficiale.

INDICE
Le 3 Uve premiano l'eccellenza assoluta
Venti domaines conquistano le 2 Uve
Trentatré aziende ottengono un’Uva
Le selezionate completano il panorama borgognone
Una nuova frontiera per la Guida Michelin

La massima distinzione delle Uve Michelin è rappresentata dalle 3 Uve, riconoscimento riservato ai produttori che garantiscono un livello qualitativo eccezionale indipendentemente dall'annata. Le nove aziende premiate si concentrano esclusivamente tra Côte de Nuits e Côte de Beaune, confermando queste due aree come il cuore dell'eccellenza vitivinicola borgognona.

Nella Côte de Nuits figurano il Domaine de Cécile Tremblay, realtà nata soltanto nel 2003, ma già considerata una delle firme più prestigiose della regione grazie alla viticoltura biologica, alle lunghe macerazioni e ai vini di straordinaria eleganza; il Domaine Dugat-Py, celebre per le produzioni limitatissime provenienti da vigne molto vecchie coltivate in biodinamica; il Domaine Roumier, fondato nel 1924 e oggi guidato dalla nuova generazione della famiglia; il leggendario Domaine de la Romanée-Conti, che gestisce 28 ettari di Grand Cru coltivati in biodinamica; e il Domaine Leroy, guidato da Lalou Bize-Leroy, autentica pioniera della biodinamica.

La Côte de Beaune annovera invece il Domaine d'Auvenay, anch'esso guidato da Lalou Bize-Leroy, unica produttrice capace di ottenere due riconoscimenti con le 3 Uve, oltre al Domaine Coche-Dury di Meursault, celebre per i suoi grandi Chardonnay destinati al lungo affinamento; il Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley di Volnay e il Domaine Hubert Lamy di Saint-Aubin, noto per l'innovativo approccio alle piantagioni ad alta densità e per vini bianchi tra i più ricercati della Borgogna.

Il secondo livello della classificazione Michelin comprende 20 aziende vitivinicole distribuite lungo tutta la Borgogna, dalla Côte de Nuits alla Côte Chalonnaise.

Tra i nomi di maggiore rilievo figurano il Domaine Dujac, fondato nel 1968 e oggi condotto dalla seconda generazione della famiglia Seysses, il Domaine Denis Mortet, che negli ultimi vent'anni ha evoluto il proprio stile verso una maggiore eleganza, e il Domaine Georges Mugneret-Gibourg, guidato dalle sorelle Marie-Andrée Nauleau e Marie-Christine Teillaud.

La Côte de Beaune concentra ben dodici aziende insignite di 2 Uve, tra cui il Domaine Jean-Claude Bachelet, il Domaine Paul Pillot, i domaines di Arnaud Ente, Benoît Ente, Benoît Moreau, Lamy-Caillat, Bonneau du Martray, Comtes Lafon, Des Croix, Leflaive, Étienne Sauzet e Jean-Marc Vincent.

Nella Côte Chalonnaise il riconoscimento va invece a due aziende considerate punti di riferimento della denominazione: il Domaine Bruno Lorenzon di Mercurey e il Domaine Dureuil-Janthial di Rully.

Questa prima selezione racconta una Borgogna fedele alla propria eredità ma allo stesso tempo profondamente dinamica, dove l'eccellenza nasce dalla precisione del lavoro in vigna e in cantina, oltre che dalla personalità dei vignaioli. Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida Michelin

L'Uva Michelin distingue produttori che realizzano vini di forte personalità e qualità costante, particolarmente rappresentativi delle migliori annate.

La Côte de Nuits domina questa categoria con venti domaines, tra i quali figurano nomi storici come Armand Rousseau, Claude Dugat, Denis Bachelet, Duroché, Joseph Roty, Trapet, Comte Georges de Vogüé, Ghislaine Barthod, Hudelot-Noëllat, Louis Boillot, Clos de Tart, Domaines des Lambrays, Ponsot, Arnoux-Lachaux, Sylvain Cathiard, Méo-Camuzet, Château de la Tour e Faiveley, quest'ultimo forte di 127 ettari coltivati in biologico.

La Côte de Beaune raccoglie invece tredici aziende, con una significativa presenza di produttori di Meursault, Volnay, Beaune, Chassagne-Montrachet, Saint-Aubin e Saint-Romain. Tra questi spiccano Bernard-Bonin, Henri Boillot, Henri Germain, Roulot, Vincent Girardin, Domaine de Montille, Marquis d'Angerville, Michel Lafarge, Roblet-Monnot, Benjamin Leroux, Joseph Drouhin, Louis Jadot, Pierre-Yves Colin-Morey, Marc Colin e Henri et Gilles Buisson, quest'ultimo tra i pionieri della viticoltura biologica e biodinamica della Borgogna.

Accanto ai domaines premiati con le Uve Michelin, la guida inserisce infine 32 aziende selezionate, considerate indirizzi affidabili per qualità e costanza produttiva.

Tra queste figurano realtà consolidate come il Domaine Sylvain Pataille, il Domaine Camille Thiriet, il Domaine Jobard-Morey, oltre a numerose aziende distribuite tra Côte de Nuits, Côte de Beaune e Côte Chalonnaise. In quest'ultima emerge il giovane Domaine Maxime Cottenceau, nato nel 2018 e già considerato uno dei talenti emergenti del sud della Borgogna grazie a un approccio biologico e fortemente orientato alla sperimentazione.

Con il lancio delle Uve Michelin, la celebre guida compie un passo importante nell'ampliamento della propria attività editoriale, affiancando al tradizionale mondo della ristorazione quello delle grandi aziende vinicole. La selezione inaugurale dedicata alla Borgogna mette in evidenza non soltanto i produttori più affermati, ma anche la straordinaria varietà di approcci, territori e filosofie produttive che caratterizzano una delle regioni vitivinicole più prestigiose del mondo.

Autore: Luca Regazzi
AFVS evento sicurezza alla guida


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