Kia Sportage, il modello più venduto della Casa coreana, si rinnova con un lieve restyling. Per l’occasione abbiamo provato la Sportage 2.0 CRDI AWD Rebel, versione top di gamma con motore turbodiesel da 184 CV abbinato al cambio automatico e alla trazione integrale permanente.


Look sempre accattivante

Il design della Kia Sportage è stato da poco rivisto, ma le modifiche apportate non sono molte: c’è una pinna sul tetto che funge da antenna, la mascherina anteriore passa dai listelli orizzontali ad un motivo a nido d’ape (in Kia la chiamano “tiger nose”), e i gruppi ottici posteriori sono completamente rossi – ad eccezione delle luci di retromarcia – e montano fari a LED. La linea della Sportage di seconda generazione, insomma, andava già benissimo così com’era prima, e queste piccole modifiche non fanno altro che affinare un modello particolarmente riuscito sul piano estetico. Il suo design, insieme al buon rapporto qualità/prezzo e alla garanzia di 7 anni, è uno dei motivi che ne ha decretato il suo successo da quando Sportage venne lanciata nel 2010, riuscendo a conquistare il secondo posto nella classifica delle più vendute della sua categoria.


Abitacolo enorme

Si sta seduti in alto, sulla Sportage, con una posizione di guida confortevole e molto ben regolabile, quindi adatta a tutte le taglie. Gli interni, ampi e luminosissimi grazie al doppio tetto in cristallo di serie sulla Sportage 2.0 CRDI AWD Rebel, sono perfetti per una famiglia numerosa perché lo spazio è davvero abbondante in tutte le direzioni e si sta comodi anche viaggiando in 5, in assenza di un imponente tunnel centrale che limita lo spazio per le gambe del quinto passeggero. Il bagagliaio, di forma regolare ma dalla soglia d’accesso alta, non è da meno: con 564 litri a disposizione senza abbattere il divano posteriore, assicura a ciascun passeggero di portarsi il quanto gli serve senza troppe rinunce. Non male i materiali utilizzati, dalle plastiche morbide della plancia (quelle centrali e superiori, sotto restano dure) alla pelle dei sedili, di serie sulla Rebel,  ma le finiture non sono certo il miglior pregio della Sportage.


Soprattutto comoda

Oltre che dall’abbondante spazio a bordo, il comfort  è garantito da una taratura degli ammortizzatori piuttosto morbida e dalla buona silenziosità di marcia. Si sente che è stata data importanza all’insonorizzazione, perché anche affondando il piede destro l’unità turbodiesel è sempre molto discreta. A proposito di motore, questa versione della Sportage da 184 CV e 383 Nm è bella corposa nella spinta, non teme il pieno carico e nemmeno le salite, ma quando la guida diventa brillante (sportiva sarebbe eccessivo, vista la tipologia di auto), il cambio automatico con variatore di coppia a 6 rapporti non è un fulmine da guerra e talvolta restio a scendere di marcia se non si richiama la scalata con il kick-down, ovvero premendo l’acceleratore a tavoletta. Non ci sono le palette al volante e sinceramente non se ne avverte la mancanza, ma la possibilità di decidere quale rapporto tenere, magari nelle lunghe discese è molto utile per avere un ottimo freno motore. Velleità sportive a parte, il cambio automatico della Sportage è un esempio in quanto a morbidezza nei passaggi di marcia, sostanzialmente inavvertibili.
Passando ai consumi, questa versione da 184 CV automatica e con la trazione integrale non è, per forza di cose, particolarmente sobria. Durante il periodo in cui l’abbiamo avuta in prova abbiamo percorso, in base al computer di bordo, tra gli 11 e i 13 km/l.


Trazione integrale con bloccaggio del differenziale

Per quanto la Kia Sportage sia pensata più per la strada che per i percorsi impegnativi, la trazione integrale offre un notevole vantaggio sui fondi innevati e a bassa aderenza. C’è anche un tasto per il blocco il differenziale centrale, utile nelle situazioni più difficili, e il sistema di controllo della vettura in discesa che consente di affrontare forti pendenze su sterrato ad una velocità molto ridotta senza dover intervenire sui freni. Su strada non è molto agile, ma ha una buona tenuta che sfocia in un rassicurante sottosterzo quando si esagera con la velocità d’ingresso in curva. La sua indole è tranquilla, ma non mollacciona.


La Sportage costa poco, ma questa…

Come dicevamo il buon rapporto qualità/prezzo, considerata anche la dotazione di serie e la garanzia di ben 7 anni o 150.000 km, è sempre stata una caratteristica vincente della Kia Sportage. La versione oggetto della nostra prova su strada, però, è quella top di gamma, e quindi la più cara della gamma: parte da 36.250 euro, vernice esclusa (senza sovrapprezzo c’è solo il blu pastello, il bianco si paga 300 euro) ma con una dotazione di serie davvero completa che, oltre al necessario, comprende il mega tetto panoramico apribile, i sedili in pelle riscaldabili anche dietro, il cambio automatico e una bella dose di equipaggiamenti elettronici, tra cui il navigatore, il sistema keyless e l’indispensabile telecamera posteriore per i parcheggi. Quello che manca, semmai, è la presenza di un sistema anticollisione con azionamento automatico dei freni che evita o, nel peggiore dei casi, mitiga un potenziale tamponamento col veicolo che precede.


Le altre versioni a minor prezzo

Chi si accontenta di meno e non mette mai le ruote fuori dall’asfalto può sempre puntare alla Sportage 1.7 CRDI 2WD da 116 CV 2WD a trazione anteriore, che parte da 22.750 euro e ha una discreta dotazione di serie anche nell’allestimento base, mentre per chi vuole una via di mezzo senza rinunciare alla versatilità che offre la trazione integrale c’è la Sportage 2.0 CRDI AWD da 136 CV, in listino con prezzi a partire da 27.250. Da tenere in considerazione anche la Sportage 1.6 GDI 2WD da 136 CV, nuovissima versione bifuel benzina/GPL con iniezione diretta nella camera di combustione. Il massimo se i costi di gestione sono la priorità, rinunciando però alla coppia delle versioni a gasolio. Prezzi da 22.750 euro, proprio come la turbodiesel entry level.


Le concorrenti della Kia Sportage

Il segmento è ricco di offerta, a cominciare dalla cugina Hyundai ix35 con la quale condivide la meccanica e una garanzia da urlo (5 anni con chilometraggio illimitato invece dei 7 della Sportage fino a 150.000 km), ma la gamma non comprende una versione da 184 CV, fermandosi a quota 136. La rivale più agguerrita, l’unica che precede la Sportage nella classifica dei Suv compatti più venduti, è la Nissan Qashqai, che ha dimensioni più contenute e motori che raggiungono i 136 CV di potenza massima. Sempre restando in Giappone ci sono la più lunga e alta Mazda CX-5, la Subaru Forester – una delle poche insieme alla Sportage ad offrire una versione bifuel benzina/GPL –, la Honda CR-V, la Toyota Rav4 e la Suzuki S-Cross, quest’ultima una via di mezzo tra un Suv e una berlina compatta.