Oltre alle note tedesche, adesso, c’è anche lei: l’Infiniti Q50, berlina del segmento D lunga 4,80 metri. Ci siamo messi al volante della versione equipaggiata con il 2.2 turbodiesel da 170 CV firmato Mercedes, quella più appetibile per il nostro mercato grazie alla cilindrata e ai consumi ridotti, dotata dell’innovativo sterzo elettronico che non prevede un collegamento fisico tra il volante e le ruote.
 


Sportiva e lussuosa

Il brand di lusso di Nissan non si smentisce: anche la “piccola” della gamma ha finiture ed equipaggiamenti di alto livello. Lo stile della carrozzeria è decisamente sportivo, sia per quanto riguarda la silhouette, caratterizzata da un tetto spiovente, sia per la quantità di nervature sulla fiancata e sul cofano motore. L’appartenenza della Q50 al Marchio giapponese, arrivato nel Bel Paese solo nel 2008 e quindi non ancora riconosciuto da tutti, è evidente soprattutto dalla mascherina anteriore.
La vita a bordo della Q50, come sempre sulle vetture Infiniti, soddisfa anche i palati più esigenti. Solo dietro non si sta molto comodi a causa del limitato spazio a disposizione in altezza. Non si può dire lo stesso per le gambe, ma a condizione che si viaggi in quattro e non in cinque, perché il tunnel di trasmissione è imponente.
Lo stile della Q50 è lussuoso-moderno, con un mix di pelle e alluminio e due display sulla console centrale con funzioni specifiche: quello superiore da 8” è dedicato al navigatore satellitare ed altre funzioni (orologio, bussola, posta in arrivo  e agenda del proprio smartphone), mentre con quello inferiore da 7” si accede alle funzioni della vettura e alle app dello store di Infiniti. Un sistema non proprio intuitivo al primo approccio, ma grazie ai due schermi non si ha mai la necessità di dover interrompere la navigazione neppure per un momento per utilizzare altre funzioni.


Va bene anche con il 2.2 turbodiesel

Con il motore ibrido da 364 CV l’Infinti Q50 è potente e silenziosa, capace di incollare la schiena ai sedili quando si affonda il gas così come di muoversi dolcemente nel silenzio più assoluto. Purtroppo, però, tra il prezzo di listino notevolmente più alto, i consumi più sostenuti e lo spauracchio degli accertamenti fiscali, la Q50 Hybrid è destinata ad essere una scelta di nicchia, almeno per quanto riguarda il nostro Paese dove ormai la stragrande maggioranza delle berline – anche di segmenti superiori – viene acquistata con motori a gasolio, perlopiù a 4 cilindri. Nel caso della Q50 2.2d si tratta del collaudato turbodiesel Mercedes-Benz da 170 CV e 400 Nm, che garantisce prestazioni adeguate alla categoria (230 km/h, 0-100 in 8,5 secondi con l’automatico) e consumi contenuti, con percorrenze – fatte registrare dal computer di bordo durante la nostra prova su strada – di poco superiori ai 14 km/l. Il cambio automatico con convertitore di coppia (disponibile a richiesta) è fluido e decisamente confortevole, ma è molto lento nella modalità manuale. Un vero peccato, perché le palette dietro al volante in magnesio sono bellissime da vedere e lo sarebbero sicuramente anche  da utilizzare, se solo il cambio fosse in grado di assecondare in modo più efficace gli imput del guidatore.


L’unico sterzo elettronico al mondo

Nessun’altra auto al mondo prodotta in serie può vantare uno sterzo senza un reale collegamento fisico tra il volante e le ruote. I più scettici, che diffidano della tecnologia, non hanno nulla di cui preoccuparsi perché, seppur scollegato nelle normali condizioni di marcia, il piantone dello sterzo è presente e quindi lo sterzo funziona sempre, anche in caso di avaria o quando la vettura è spenta. Inoltre, seppur non sia mai stata utilizzata sulle auto, questa tecnologia trova impiego da decenni nel campo aeronautico militare e civile (tecnologia fly-by-wire). I vantaggi del Das (Direct Aptive Steering) rispetto ad uno sterzo meccanico sono la riduzione delle vibrazioni al volante e la possibilità di regolarne carico e rapporto di demoltiplicazione in base al proprio stile di guida. E’ sorprendente come, nella modalità di risposta “Veloce” (selezionabile attraverso il comando Infiniti Drive Mode Selector), lo sterzo della Q50 2.2d sia reattivo e diretto. Ma se piace uno sterzo più morbido e meno pronto basta impostare resistenza “Leggera” e risposta “Moderata”. Infiniti ha fatto davvero un bel lavoro con questo sterzo, riuscendo anche a renderlo comunicativo. A ciò si aggiungono un assetto confortevole ma con poco rollio e un posteriore che, se provocato, sovrasterza senza troppi complimenti aiutando l'inserimento in curva e regalando una piacevole esperienza di guida.


Prezzo e dotazione

La Q50 2.2d ha un prezzo d’attacco di 36.100 euro. Chi desidera lo sterzo elettronico, però, deve puntare almeno all’allestimento Premium (39.075 euro) e aggiungerlo come optional, oppure all’allestimento Sport (43.290 euro) che lo prevede di serie. Per tutte, invece, il pacchetto Safety Shield è offerto in opzione al prezzo di 2.600 euro. Un optional fortemente consigliato, che fornisce un plus notevole in termini di sicurezza: la Q50 2.2d dotata del Safety Shield è in grado di mantenere autonomamente la traiettoria all’interno della carreggiata (le correzioni non implicano alcun movimento del volante, come avviene invece per tutte le altre auto dotate di uno sterzo tradizionale), mantenere la distanza dalla vettura che precede con il cruise control attivato e frenare qualora il sistema rilevasse un ostacolo nella propria carreggiata.