Per gli appassionati di auto sportive il nome ATS – acronimo di Automobili Turismo e Sport – è già noto: nel 1962 l’Ingegner Carlo Chiti, con la collaborazione di alcuni uomini del reparto corse della F1, costruì due monoposto con l’ambizioso obiettivo di contrastare nientemeno che la Scuderia Ferrari. Oggi proviamo in anteprima la ATS STILE50 SPEEDSTER.


Dalla F1 alla 2500 GT

Il successo in Formula1 non arrivò mai, ma nel marzo del 1963 venne presentata a Ginevra la prima coupé stradale firmata ATS, la 2500 GT, equipaggiata con un motore 2.5 da 210 CV montato a sbalzo derivato dalla F1 , che nella versione GTS erogava 250 CV. Davvero tanti in rapporto al suo peso di appena 750 kg. La storia, però, si concluse poco tempo dopo: a causa della mancanza di fondi, della ATS 2500 furono realizzati meno di 15 esemplari e nel 1964 l’azienda concluse la sua breve storia.

Oggi, cinquant’anni dopo, ATS riapre i battenti e presenta tre auto sportive (STILE50, Sport e 2500GT) dal sapore retrò, come se il tempo si fosse fermato in quegli anni. La prima a essere prodotta, insieme alla Sport, è la STILE50, che noi abbiamo provato nella versione SPEEDSTER: un’elegantissima barchetta con linee sinuose e dettagli che ricordano le sportive del passato, come il bellissimo volante Nardi Torino a 3 razze con corona in legno. Al momento l’esemplare che abbiamo guidato è ancora in fase di affinamento e, come ci ha confidato il patron dell’azienda Daniele Maritan, non è ancora stato portato alla potenza di 210 CV, come avverrà a breve nella versione definitiva.


ATS STILE50 SPEEDSTER, le caratteristiche

Il peso a secco di questa sportiva è di soli 650 kg: va da sé che l’unità 1.6 turbo a 4 cilindri 16V da 210 CV di origine Opel, alloggiata sotto il cofano anteriore, basta a farle raggiungere i 100 km/h da ferma in soli 4,5 secondi e una velocità massima di 220 km/h. Il cambio è un manuale a 5 marce e la trazione è rigorosamente posteriore (a richiesta con differenziale autobloccante a slittamento limitato Quaife ATB). Nella gamma c'è anche la più estrema STILE50 SPOON da 290 CV di potenza e 595 kg di peso, che promette uno 0-100 in 3,5 secondi e una velocità di punta di 280 km/h.

Che lo spirito è quello di un’auto da corsa del passato lo si nota anche dalla lista degli optional: il bagagliaio, il soft top (altrimenti si viaggia sempre all’aperto, protetti dal vento da un piccolo parabrezza), i vetri laterali, il riscaldamento, il volante rimuovibile, le cinture a quattro punti, il serbatoio omologato FIA, il cambio sequenziale Quife o Elite (a 5 o 6 rapporti) e le sospensioni completamente regolabili. Ma ce ne sono altri, che potete trovare nell’elenco competo sul sito ufficiale www.ats-automobili.com. Il prezzo di questa vettura esclusiva (ne verranno prodotti 20 esemplari numerati) si dovrebbe aggirare intorno ai 60.000 euro.


Un tuffo nel passato

L’abbiamo ammirata, fotografata e studiata; adesso è arrivato il momento di metterci al volante della ATS STILE50 SPEEDSTER, impresa non facilissima per chi è abituato alle moderne automobili dotate di portiere. Daniele ci spiega la procedura corretta, che poi è quella di mettere i piedi sui bei sedili in pelle artigianali per poi infilarli nel corpo vettura. Niente di così complicato o scomodo, tranne che per i clienti attempati nella fascia “crisi di mezz’età”, ai quali consiglieremmo la versione con le portiere. Mettiamo in moto e partiamo, accompagnati dal borbottio d’altri tempi del motore.

Prima, seconda e terza, la STILE50 SPEEDSTER si muove leggera, con poca inerzia e con una bella grinta, regalando fin dai primi momenti sensazioni sconosciute rispetto a quelle che si provano sulle altre auto; sensazioni per certi versi simili a quelle che può dare una moto, con il plus che qui non siamo obbligati a indossare il casco: il piccolo parabrezza, che nella versione definitiva sarà quello della celebre Porsche 356, protegge gli occhi dall’aria ma consente di viaggiare letteralmente col vento tra i capelli.

L’assenza di servosterzo pesa sulle braccia solo con l’auto ferma, ma la pesantezza si attenua non appena ci si mette in marcia; il cambio ha una corsa davvero ridotta, con innesti ben contrastati, e il pedale del freno deve essere premuto con decisione per fermare la vettura, causa l’assenza del servofreno. Una guida molto fisica, insomma, piuttosto impegnativa, ma ricca di soddisfazioni. Certamente molto diversa da tutte le sportive che troviamo oggi in commercio, sempre più facili anche per chi non ha velleità da pilota. La cosa che richiede più adattamento è la pedaliera, piuttosto spostata verso sinistra e con i pedali molto ravvicinati.

All’inizio, quindi, procediamo con calma, ma bastano pochi chilometri per entrare in sintonia con lei e per capire che, in fin dei conti, alle andature allegre (non ci siamo spinti troppo oltre) la ATS STILE50 SPEEDSTER non è una di quelle auto, come ne facevano una volta, che attentano alla tua vita. Piuttosto, è una di quelle che ti fanno sentire vivo.