Il marchio Abarth viene attualmente gestito dal Gruppo Fiat e  presenta nel listino due modelli,  la 500 (595 e 695 Biposto da 195 CV, disponibile anche con cambio a innesti frontali) e la 124, storica spider a due posti secchi prodotta dal ’66 al ’74 tornata recentemente in gamma grazie a un accordo con Mazda.
Le auto marchiate Abarth sono vistose e potenti, e come tradizione possono essere elaborate con kit originali per incrementarne le prestazioni e personalizzarne l’estetica.

Origini ed evoluzione di  Abarth

Fondata a Torino nel 1949 dall’imprenditore austriaco Karl Abarth, il marchio dello Scorpione - scelto in quanto il  suo segno zodiacale - era rinomato per la qualità e l'innovazione delle marmitte rivestite in lana di vetro che producevano un rombo sportivo e inconfondibile.
Le prime auto elaborate da Abarth avevano il telaio delle vetture Cisitalia, un marchio torinese fallito negli anni ’60 per il quale lavorava. Con il lancio della Abarth 750 GT (in sostanza una 600 elaborata) e delle 500 tuning negli anni ’50, Abarth cominciò ad affermarsi, per poi consacrarsi con il passaggio dell'azienda a Fiat agli inizi degli anni ’70.

Karl Abarth era prima di tutto un pilota di moto e di auto. Un grande appassionato di corse e di elaborazioni, tanto che verso la fine degli anni ’50 diventò preparatore ufficiale delle auto da corsa marchiate Fiat destinate a competizioni di livello internazionale. Prima del passaggio al Gruppo Torinese, Abarth elaborò auto di diversi marchi, tra i quali Alfa Romeo, Lancia (la celebre Lancia 037 protagonista dei rally nel Gruppo B) e Porsche. Ma la prima elaborazione di Karl Abarth fu quella del suo monopattino: appena undicenne, ne foderò le ruote in legno con una cinghia di cuoio per avere un minor attrito di rotolamento ed essere più veloce dei suoi amici.