E’ stato approvato il disegno di legge di riforma del Codice Della Strada. Lo scopo è innanzitutto quello di razionalizzare e semplificare l’attuale codice – composto da 240 articoli a cui se ne aggiungono 408 del regolamento di esecuzione –, oggetto dal 1992 ad oggi di oltre 70 interventi legislativi che ne hanno compromesso la chiarezza. Tra le novità l’introduzione della patente a punti per i minori, più sicurezza per chi viaggia su due ruote, la semplificazione del meccanismo dei ricorsi, una diversa gestione delle multe e nuovi controlli automatici delle infrazioni.


Patente a punti per i minori

Ad oggi i minori in possesso della patente AM per la guida dei ciclomotori sono esclusi dalle sanzioni amministrative che riguardano il ritiro, la sospensione, la revoca della patente e la decurtazione dei punti: possono essere soggetti solamente a sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi in cui normalmente sarebbe prevista la sospensione, alla revisione della patente (ripetizione dell’esame) ma senza che nel frattempo venga loro negato il permesso di circolare.
La legge 689/81 prevede l’inapplicabilità delle sanzioni amministrative accessorie ai minori, nonostante una riforma del 2009 che ne aveva previsto l’estensione: il problema sta nel fatto che non è stata emanata una deroga alla legge 689/81, pertanto il Ministero ne ha escluso l’applicabilità.


Più sicurezza per motociclisti e ciclisti

Un altro argomento sollevato è quello della sicurezza delle strade, causa del 15% dei morti per incidente, con un’attenzione particolare per chi viaggia su due ruote: l’obiettivo è quello di dimezzare la mortalità innanzitutto ripensando ai pericolosissimi guardrail, incubo dei motociclisti, introducendo una segnaletica adeguata e favorendo la diffusione di sistemi telematici per l’accertamento delle violazioni (in particolar modo per i mezzi pesanti).


Nuova gestione delle multe e dei ricorsi

Da una parte saranno premiati gli automobilisti virtuosi e chi paga le multe in tempi ristretti, dall’altra parte saranno inasprite le pene per i comportamenti pericolosi per la sicurezza stradale e ai recidivi.
In materia di ricorsi, ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, l’intenzione è quella di semplificarne il meccanismo: "Vogliamo semplificare il meccanismo dei ricorsi, con chi ricorre a prefetti e giudici di pace per eliminare duplicazioni e vessazioni".Col sistema attuale infatti chi fa ricorso al Prefetto, e quest’ultimo respinge il ricorso, si vede la sanzione raddoppiata. Cosa che non succede invece a chi fa ricorso al Giudice di pace.