Si è concluso nel weekend della settimana scorsa il Red Bull Tuk Tuk Rally, la prima competizione in fuoristrada dedicata al pittoresco taxi a tre ruote largamente diffuso in tutta l’Asia e divenuto un simbolo di Bangkok che prende il suo nome dal caratteristico rumore prodotto dal suo motore 2 tempi quando gira al minimo. Costruito dalla Piaggio fino agli anni Cinquanta col nome di Piaggio Calessino, venne successivamente prodotto da un’azienda asiatica su licenza.

Una competizione dura, in un percorso dove i colorati Tuk Tuk hanno dovuto affrontare ghiaia, fango, rocce e percorsi d’acqua, per una lunghezza di 67,8 km. Si tratta della prima gara organizzata per i Tuk Tuk, sponsorizzata da Red Bull, che ha imitato una vera competizione da rally. Infatti ogni Tuk Tuk prevedeva un equipaggio formato da pilota e navigatore, quest’ultimo seduto dietro al pilota invece che a fianco, per ovvi motivi logistici, e utile oltre che per fornire indicazioni sul percorso anche per funzioni pratiche, fra cui spingere il Tuk Tuk impantanato nel fango.

47 sono stati i Tuk Tuk partecipanti al Red Bull Tuk Tuk Rally, e di questi solo 31 hanno completato la prima fase della gara, che prevedeva il tragitto tra Dambulla e Habarana. Nel secondo giorno, nel percorso che da Habarana riporta a Dambulla, erano presenti alla partenza 35 Tuk Tuk. I vincitori della competizione sono stati il driver Rasila Jeewantha e il suo navigatore SPA Sarath, che hanno ottenuto i migliori risultati in entrambi i giorni della gara.